L’omocisteina: l’aminoacido da controllare per infarti e ictus

Tutti conoscono trigliceridi e colesterolo, e il rischio che il loro eccesso nel sangue possa dare alla salute di cuore a arterie. Però raramente si sente parlare di omocisteina. Eppure, da decenni si sa che questo aminoacido, la cui misura richiede un semplice esame del sangue, è indicatore, se non addirittura causa, di molte malattie, da quelle cardiocircolatorie, al morbo di Alzheimer, al diabete, fino a certe forme di impotenza.

A segnalare per primo questa relazione fu il pediatra Kilmer McCully, che nel ’68, analizzando bambini che, a causa di un raro difetto genetico, non potevano eliminare l’omocisteina dal loro corpo, morivano di infarti o ictus precoci. McCully decise allora di misurare questo parametro nella popolazione generale, scoprendo che molti adulti, soprattutto fumatori o in sovrappeso, avevano valori più alti della media.

Soltanto a fine anni Novanta, alcune ricerche dimostrarono che esiste una correlazione fra alti livelli di omocisteina e malattie cardio-circolatorie, cosa ribadita in tempi più recenti da una ricerca effettuata da Vikas Veeranna, della Wayne University: insieme con altri cardiologi, lo specialista ha esaminato i dati su salute e indicatori ematici di oltre quattordici mila persone, rilevando che si poteva migliorare del 20% la previsione di insorgenza di ictus e infarti includendo nella valutazione anche i livelli di omocisteina.

”L’omocisteina – spiega Andrea Ghiselli, medico nutrizionista dell’Istituto Nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione – è un normale prodotto del nostro metabolismo che si forma a partire dalla metionina, un aminoacido assunto con gli alimenti. L’omocisteina è poi eliminata dall’azione delle vitamine del gruppo B, in particolare B2, B6, B9(acido folico) e B12, che la trasformano in metionina e cisteina”.

”Nonostante alcuni ritengano che l’omeocisteina sia dannosa di per sè, in realtà è solo un indicatore di rischio per la salute solo quando si presenta associata ad altri fattori, come ipercolestorolemia, obesità, diabete, sedentarietà. Nei vegetariani, ad esempio, un eccesso di omocisteina è frequente, perchè assumono poca vitamina B12, ma il loro rischio cardiocircolatorio è basso in quanto mangiano pochi grassi animali”. L’eccesso di omocisteina è comunque frequente nelle persone sovrappeso. ”E nella maggioranza dei casi, dimagrire basta a rimettere a posto anche l’omocisteina”, conclude Ghiselli.

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