Manovra: l’opposizione insorge, la maggioranza non è da meno!

Ancora ieri è stata approvata la manovra da 45,5 miliardi di euro dal consiglio dei ministri per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e già ci sono i primi malumori.

L’opposizione, con Bersani e Di Pietro in testa, fa dichiarazioni di fuoco, definendo la manovra finanziaria inadatta per risolvere la crisi. Infatti, secondo il loro parere, le misure prese colpiscono solo la fascia medio bassa dei lavoratori (come a dire pagano i soliti noti!) e non ammette misure che facilitino la crescita ( e di conseguenza la ripresa economica).

Pur trovandola pessima il leader dell’UDC Pier Ferdinando Casini afferma che comunque non giova a nessuno il muro contro muro ed è opportuno semmai migliorare la manovra in Parlamento, proponendo degli emendamenti da aggiungere al testo iniziale degni di nota.

Ciò che lascia in parte attoniti sono le critiche pervenute alla manovra da parte di alcuni esponenti della stessa maggioranza. Alcuni onorevoli hanno fatto trapelare che la manovra non è di loro gradimento.

Il Presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni dice che i tagli alle regioni porteranno ad azzerare qualunque tipo di incentivo per le famiglie; il sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi, se possibile è ancor più duro col ministro dell’economia, definendo la manovra ripetitiva ed inutile tanto da poter essere scritta pure da un bambino, poiché affosserebbe il federalismo finanziario.

Insomma, questa manovra deve ancora entrare in vigore e già viene osteggiata da tutti. La politica italiana e il governo in particolare, ancora una volta, dimostra di non essere in grado di prendere decisioni importanti per il Paese!

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