Ludopatia….chiariamoci le idee!

La dipendenza dal gioco d’azzardo coinvolge circa un milione di persone  tra i cittadini Italiani, siano essi giovani o meno giovani.

La parola d’ordine per evitare che ancora più cittadini cadano in questa “patologia” è regolamentare! A nostro avviso ovviamente proibire non è certamente la soluzione migliore poichè si sa che  imponendo il divieto assoluto spesso si ottiene l’effetto opposto.

Una delle cose principali che bisognerebbe capire è cosa si intende per gioco d’azzardo; migliaia sono le lotterie che promettono vincite milionarie,  tantissimi i tipi di gratta e vinci per non parlare di tutte le sale bingo che ogni giorno spuntano come funghi in giro per il territorio del nostro paese….tutto questo sicuramente può essere chiamato azzardo e non va confuso con altri tipi di giochi denominati “Skill Games” che richiedono una forte dose di bravura ed esperienza e che sono rispetto ad un gratta e vinci molto più meritocratici.

Proprio nell’ultimo periodo, il parlamentare Mario Adinolfi, noto negli ambienti anche come esperto giocatore di Poker Texas Hold’em, ha effettuato un intervento in questa direzione; il contesto dell’intervento era sulla discussione in parlamento del decreto noto come “Decreto Balduzzi”;  ed il punto principale della discussione è l’ambiguità presente nell’articolo 7 del decreto che parla dei “giochi con vincite in denaro” inserendo tutto in uno stesso calderone.

Come il buon Adinolfi spiega magistralmente in materia di tutela della salute, il legislatore dovrebbe concentrarsi su quelli che sono i giochi ad “aleatorietà pura” quei giochi che richiedono solo l’ausilio della fortuna per risultare vincenti, come sopra detto ad esempio il Bingo od il gratta e vinci; come si evince il mondo del gioco a questo punto è costituito da due emisferi ed il secondo è composto da tutti quei giochi che richiedono maggiore abilità piuttosto che fortuna per risultare vincenti e , proprio riguardo a questi ultimi, si potrebbe parlare di una vera e propria educazione al gioco che scongiurerebbe di cadere in ludopatie evitando però di vietare e cancellare questi affascinanti momenti di aggragazione che nulla hanno a che vedere col gioco d’azzardo.

Cosa dire, in materia di Tutela della salute e di ludopatie migliaia di parole si potrebbero proferire ma probabilmente non renderebbero più facile il giudizio rispetto a cosa sia giusto o sbagliato, sicuramente la vera chiave di volta in materia è data dal buon senso di chi si approccia al gioco e proprio per questo bisognerebbe prodigarsi per creare quella che noi definiamo “cultura del gioco”.

 

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