ma cosa è la destra, cosa è la sinistra

Viviamo un’ora della storia in cui molte cose e fra tutte di più la politica hanno perso di significato. Probabilmente un chiaro significato non ce l’ha mai avuto la politica cosa per altro testimonia la celebre canzone di Giorgio Gabber ma forse oggi più che mai il suo senso sfugge e la politica sembra una scatola vuota di caro prezzo ma di nessuna utilità. E i movimenti politici non appaiono oggi se no come dozzinali recite di attori che hanno intrapreso l’arte per il guadagno che ne deriva e non spinti da alcuna più nobile ispirazione. Ma a cosa può giovare in questo contesto cercare di capire il senso dietro la politica ?

Un senso può essere fine ma può essere anche causa delle azioni. Si può lavorare per far acquistare alla politica un senso come spesso si fa di questi tempi o essere spinti dai suoi fondamenti a delle azioni come invece é accaduto in passato ed é per questo interrogarsi sulla politica non é più vano che praticarla.

Risalgono alla rivoluzione francese i termini destra e sinistra come opposte fazioni e da allora nei diversi tempi e in stati diversi hanno rappresentato movimenti e modi di pensare diversi. Oggi ormai i movimenti che si classificano sotto il nome di destra e sinistra hanno idee, programmi e modi di fare che é davvero difficile differenziarli. Ma c’è qualcosa che ha accomunato nel tempo e nei diversi stati il pensiero di destra ? E a sua volta i diversi pensieri di sinistra nelle loro varie sfaccettature hanno un minimo comune denominatore?

La mia personale idea su ciò é che in ogni tempo anche prima che venisse alla luce il concetto stesso di destra questo esisteva e indica qualcosa di definito. Esso indica, in maniera univoca, tutti quei movimenti e modi di pensiero che mirano a far riaffermare nella società umana le leggi della natura e in modo particolare quella della selezione naturale che però nel tempo assume aspetti diversi e cosi in alcune civiltà sopravvive chi riesce meglio a procacciarsi le prede e a imporsi sui rivali mentre nella nostra coloro che più facilmente si fanno largo negli affari e quant’altro. L’ideale di sinistra invece pensa che l’uomo, in virtù delle sue indiscutibili doti, possa alterare completamente gli equilibri esistenti e instaurarne di nuovi.

Anche in questo casa cambiano i modi, i fini e i contenuti ma rimane la presuntuosa pretesa di negare il principio di selezione naturale. E anche qui vi sono sognatori che arrivano a pensare che il lupo difendere l’agnello o altri più moderati che capiscono che non avverrà mai pensano però che il lupo debba compiere il suo ruolo nel rispetto di alcuni diritti dell’agnello. Queste diverse inquadratura della civiltà umana confrontandosi e alternardosi tra loro hanno costruito ciò che ci circonda e progressivamente non hanno fatto altro che capire come l’una o l’altra impostazione se estremizzate darebbero prodotti abnormi mentre l’unico possibile interpretazione, l’unica strada che si può percorrere é quella di accettare le leggi fondamentali preesistenti all’uomo e di cui egli é un risultato e adeguarle per quanto sia possibile al principio dell’utile che ha condotto i progressi dell’umanità e quelli del buon senso.

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