Mafia: Roberto Saviano Vs Silvio Berlusconi

Siamo ormai abituati da anni agli autogol e ai controsensi nelle dichiarazioni, più o meno ufficiali, del nostro Premier. Tuttavia pochi giorni fa è riuscito a battere ogni record di incoerenza, oltre che di scarsa pertinenza.

Si potrebbe cominciare dalla opportunità di definire Gomorra, il libro di Saviano, come artefice della proliferazione della Mafia, ma penso che quello sia stato un intervento che, chiunque dotato di senso della logica e della morale, non si prenda nemmeno la briga di commentare.

Certo avrebbe potuto approfittare dell’occasione di quella conferenza stampa per parlare dei buoni risultati ottenuti dal governo contro la Mafia, ma la tentazione di fare una dichiarazione con un intento spiccatamante mediatico è stata troppo forte. A questo punto, come giustamente risposto dallo scrittore, diamo la colpa della diffusione del cancro ai libri sull’oncologia.

L’ironia, ammesso che ce ne possa essere, è che tale critica è stata indirizzata verso uno scrittore gestito dalla Mondadori, casa editrice di famiglia, mettendo in difficoltà la presidente Marina Berlusconi. Dopotutto, dicevamo all’inizio, il Premier non è nuovo a queste dichiarazioni, considerando che a novembre aveva criticato le serie televisive su Falcone e Borsellino, messe in onda su Mediaset proprio dal sangue del suo sangue.

Personalmente vedo un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti di uno scrittore che, per agevolare e garantire un certo tipo di legalità, ha messo in pericolo la sua stessa vita e a cui ora, oltre alla libertà di avere un’esistenza normale, vogliono togliere anche quella di espressione.

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