Marea nera, è tutto inutile

Il disastro ambientale che ha colpito la Louisiana e il golfo del Messico sembra ormai inarrestabile.

Sono stati svariati i tentativi di recuperare alle falle o quantomeno di tapparle parzialmente ma fino ad ora non ci sono stati risultati esaustivi.

Il petrolio avanza e continua a fuoriuscire senza poterlo fermare nè con l’Operazione Cupola nè nei susseguenti tentativi con l’intervento di alcuni  robot che servivano ad inserire un tubo, con una guaina di gomma nella condotta dove fuoriusciva il greggio, per aspirare il petrolio in uscita e convogliarlo in una nave trivellatrice posta in superficie.

Barak Obama, Presidente degli Stati Uniti è furioso e pressa in ogni modo per la salvaguardia dell’ambiente nel minor tempo possibile ed in ogni modo possibile, accusando i responsabili del disastro, il colosso petrolifero Bp.

Ma ogni sforzo adoperato è risultato vano e la marea di petroliio avanza indisturbata, a 1,6 km di profondità.

Un disastro ecologico senza precedenti che ancora sembra inarrestabile e continua ad avanzare senza riuscire ad arginarla in alcun modo.

Sono a corto di idee forse, perchè i mezzi non mancano, e forse si sarà costretti a ricorrere al nucleare come tanti anni fa per spegnere i pozzi a gas di Urt Bulak,/ Russia) nel settembre del 1966.

La carica nucleare però fu adoperata da bene 30 chilotoni, una volta e mezza quella di Hiroshima, e fatta esplodere a 6 chilometri di profondita’ e non a un km e mezzo come in questo caso.

Le ripercussioni che ci potrebbero essere risultano sconosciute, e anche se calcolate al massimo dagli esperti, non sono da sottovalutare. Una mossa azzardata che forse sarà l’ultima spiaggia…

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