Mario Monicelli: una vita di cinema, una vita per il cinema

E’ morto a Roma il regista Mario Monicelli. Sono circa le 21 quando il cineasta ha scelto il modo più doloroso per uscire di scena: il suicidio.

Monicelli si è gettato da una finestra dell’Ospedale San Giovanni di Roma, dove da domenica era ricoverato per un tumore alla prostata. Con lui se ne va probabilmente l’ultimo dei grandi registi italiani che hanno fatto la storia del cinema italiano in Italia e nel mondo.

Monicelli aveva 95 anni ma è stato sempre attivo fino all’ultimo istante della sua lunga vita. E’ stato lui a raccontarci i tanti cambiamenti del nostro Paese attraverso le sue pellicole. Ha saputo raccontare la commedia come pochi altri e si è saputo anche cimentare nel dramma.

Ha trasformato Alberto Sordi in un attore drammatico (“Un borghese piccolo piccolo”) e Monica Vitti in un attrice comica (“La ragazza con la pistola”).

Ha assunto l’eredità di Pietro Germi e ci ha raccontato “Amici miei” con uno stile e un’eleganza che la commedia italiana sembra aver smarrito del tutto. Ci ha divertito con “Il marchese del grillo”; ci ha fatto piangere con “La grande guerra”… e potrei stare qui a citarne per ore… ; si perchè i film diretti da lui sono stati oltre i 60 e le sue sceneggiature arrivano addirittura ad 80 e più.

E’ morto un uomo il cui ricordo resterà vivo nelle nostre coscienze e le sue idee forti nelle nostre memorie.

Un uomo forte, cinico (come in molti lo hanno definito), mai banale ed essenziale.

Una vita di cinema, una vita per il cinema.

A detti di tutti coloro lo hanno conosciuto, Mario è sempre stata una persona forte; uno che sul set correva anche a 90 anni. Uno che non ci stava e manifestava fino ai mesi scorsi in piazza per difendere i diritti del cinema italiano.

Uno che ha sempre saputo scegliere. Uno che stasera ha scelto di morire. Probabilmente perchè sentiva di aver dato tutto. Perchè la vita gli aveva dato tutto. E non avrebbe accettato di vedersela scivolare via così…

“Perchè io so’ io… e voi non siete un cazzo…” Così hai fatto parlare Alberto Sordi nel “Marchese del grillo”… così mi piace portare il tuo ricordo. Con il tuo buon sarcasmo e il tuo umorismo pungente.

Ciao MARIO.

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