Marocco- Ragazza di 16 anni stuprata e poi costretta a sposare il suo stupratore

Una storia che non vorresti mai sentire perché alla disperazione e all’ingiustizia non c’è mai fine.  Amina Filali una ragazza di 16 anni marocchina costretta da una madre (ma che di mamma forse non ha niente ) a sposare il suo stupratore.  Come poteva finire questo incubo per la ragazza se non quello di togliersi la vita bevendo veleno per i topi.

Sua mamma in seguito ad  un’intervista a un giornale locale ha detto “Ho dovuto farla sposare a lui, perché non potevo permettere che mia figlia non avesse un futuro, perché nessuno l’avrebbe più voluta in moglie”. Una dichiarazione senza senso priva d’amore per sua figlia, parole gelide ed egoiste per nascondere la vergogna. Una figlia gettata nelle mani del suo aguzzino e carnefice. Il babbo della sfortunata ragazza  decise di denunciare il fatto alla polizia, ma la madre poi convinse il marito a far sposare la figlia con lo stupratore, che grazie a una legge assurda all’articolo 475 del codice penale del Marocco colui che violenta una minore se questi sposa la sua vittima verrà assolto.

Subendo una vita di stenti la ragazza sedicenne  con il marito stupratore alloggiando in una baracca subiva regolarmente e quotidianamente violenze fisiche, il 10 marzo la giovane si è suicidata per dare fine a una non vita.  Il suo corpo è stato sepolto in una collina sotto una semplice lapide come lei. La madre ora dice “Forse sarebbe stato meglio se fosse rimasta con noi, l’avevamo fatta sposare solo per darle un futuro”.

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