Maroni chiede la chiusura del gruppo FB ‘Uccidiamo Berlusconi’. Ma è boom di iscrizioni.

Il Ministro dell’interno Roberto Maroni ha dato disposizioni affinché il gruppo su Facebook ‘Uccidiamo berlusconi’ venga chiuso e denunciati alla magistratura quelli che sono intervenuti.

E mentre la polizia postale chiede di oscurare le pagine, e la procura di Roma formula ipotesi di reato per minacce gravi e istigazione a delinquere, è boom di iscrizioni al gruppo.

Da quando il quotidiano ‘Il Giornale’, due giorni fa ha sollevato il caso, e la notizia è rimbalzata su quotidiani, TG e Web, gli iscritti al gruppo – creato nel 2008 – sono schizzati: 12000 a più di 20000.

Come era prevedibile, la rilevanza nazionale data al caso ha catalizzato tutta l’attenzione sul gruppo di Facebook, aumentando il numero delle iscrizioni, anche se sulla base di motivazioni diverse. Così, se una parte dei nuovi iscritti è formata da supporter di Berlusconi che entrano per lasciare in bacheca insulti generici – comunisti, invidiosi, pasticcomani – altri si iscrivono per protestare contro la chiusura, manifestare solidarietà ai creatori del gruppo o per il puro gusto della sfida – tant’è che è già nato il gruppo ‘Berlusconi denunciaci tutti’.

E’ noto che sul social network più famoso del mondo qualsiasi esponente di punta del mondo politico, del giornalismo o dello spettacolo, abbia gruppi di estimatori o detrattori. E fin qui, tutto lecito, almeno finché si resta nei canoni della civiltà e, possibilmente, dell’educazione.

Purtroppo, però, sono sempre più comuni i gruppi che inneggiano o auspicano la morte del diretto interessato: da ‘Sopprimiamo Franceschini’ a ‘Uccidiamo il Papa’ fino a ‘A morte Marco Travaglio’. Viene allora da chiedersi: se effettivamente ‘Uccidiamo Berlusconi’ sparirà da Facebook, tutti gli altri gruppi che fine faranno?

One Response

  1. eugenio 3 novembre 2009

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