Marrazzo ammette: “Quei soldi erano anche per la droga”

marrazzo“Qualche volta poteva capitare che i soldi servissero anche per la droga”.

E’ l’ammissione  dell’ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo, sentito dai magistrati romani in qualità di testimone nel quadro degli accertamenti sul presunto ricatto ordito ai suoi danni da quattro carabinieri.

Davanti ai pm, Marrazzo sarebbe entrato nel merito dei cinquemila euro che aveva pattuito con il trans Natalie in occasione dell’incontro avvenuto i primi di luglio in un appartamento di via Gradoli, interrotto dall’irruzione dei carabinieri, oggi agli arresti. Tra dichiarazioni, smentite e versioni ogni giorno differenti, continuano ad emergere nuovi particolari della brutta vicenda che ha costretto Piero Marrazzo alle dimissioni.

Secondo quanto si è appreso,. nel corso del colloquio con gli inquirenti, Marrazzo ha affermato di non essere mai stato oggetto di ricattato, e che quello di inizio luglio è stato un episodio di rapina, nel quale i militari hanno sottratto il contenuto del suo portafogli – circa duemila euro.

Marrazzo ha inoltre dichiarato che il giorno dell’irruzione non si era accorto che qualcuno stava girando un video, e di non avere visto nella stanza Gianguarino Cafasso, il pusher morto a settembre, che avrebbe tentato di piazzare il video incriminato anche contattando il paparazzo Max Scarfone, già coinvolto nel caso Sircana.

Durante il colloquio tra Marrazzo e i magistrati romani, sembra che non sia stato fatto accenno alla telefonata di Silvio Berlusconi del 19 ottobre scorso, con la quale il premier avvertì il governatore della Regione che ad alcuni giornali del suo gruppo editoriale era stato proposto l’acquisto del video che lo ritraeva in compagnia di una trans.

Marrazzo infine ha chiarito come il compenso del trans Natalie, che era in compagnia di Marrazzo il giorno dell’irruzione, sarebbe stato di mille euro, e non di cinquemila come da voci circolate nei giorni scorsi.

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