Mauro Gonzini a SocialPost: “Il mio futuro? Lavorare in televisione” [INTERVISTA]

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Il giovane e sensuale vocalist bresciano Mauro Gonzini ha rilasciato un’intervista a cuore aperto a noi di SocialPost in cui ha parlato del suo passato, del suo presente e del suo futuro professionale. Quali sono i progetti e sogni di Mauro Gonzini? Ecco l’intervista integrale. Si ringrazia per la proficua collaborazione l’addetto stampa del vocalist bresciano, la scrittrice e poetessa Laura Gorini.

Mauro, vocalist: che cosa significa esattamente?
Possiamo definirlo un animatore, colui che riesce a intrattenere la folla che ogni week-end viene a trovarci nei locali. L’intento è far passar loro una serata divertente. C’è chi canta, chi invece segue molto la musica che il Dj suona. Questo dipende molto dai gusti e dalle peculiarità di ciascuno.

Il passo dal diventare da vocalist a cantante non ti sei mai sentito di affrontarlo?
Più di una volta; seguire un corso di canto, lezioni, etc. Non mi è mai servito troppo per il lavoro che faccio, ma l’idea mi ha sempre incuriosito. Non è tra le mie massime aspirazioni, quindi, più per motivi legati alla mancanza di tempo che altro, non ho mai affrontato seriamente questa strada.

Ti spaventerebbe l’idea?
Spaventarmi no, mi spaventa più l’idea di come le case di produzione, per l’esperienza che ho, affrontino un progetto musicale nuovo. Spesso è difficile distinguere il cantante dallo show man ed anzi sembra che a volte chi produce musica voglia maggiormente i secondi, e non veri e propri artisti del canto. Questa è la mia opinione chiaramente, ma direi che un palco e un microfono difficilmente mi hanno spaventato.

E che cosa ti spaventa in linea più generale?
Quello che più mi spaventa è perdere gli stimoli. Ecco in quel caso mi sentirei perso. Io vivo di stimoli continui e obiettivi sempre più alti. Perdendo quelli, probabilmente sì mi spaventerei molto. Anzi oso dire che è la paura più grande.

Credi che la paura del presente (crisi etc.) incida in qualche modo sulle speranze di realizzazioni future?
Questo è poco, ma è sicuro. Vedere un mondo, e un Paese in particolare, che cresce poco, dove non c’è lavoro farebbe perdere le speranze anche al più ottimista. Diciamo che però la nostra generazione, ormai “abituata” a questo periodo, avrà solo da guadagnare da un futuro che difficilmente potrà essere più nero del presente, o ancor peggio del passato, e avrà il “fisico” necessario per affrontare le tante sfide della vita.

Con quali parole descriveresti il tuo passato?
Una in particolare: contraddittorio. Ero una adolescente timido che si è trasformato in un vocalist che davanti a tante persone deve intrattenere senza paura. Ero un ragazzo “scientifico” sia per la mia formazione che caratterialmente, che si è trasformato in un sognatore amante di tutto ciò che è artistico. Tutto questo senza perdere un’impostazione scientifica della mente e un po’ di timidezza paradossalmente. Ed è così ancora tutt’ora.

E il tuo presente?
Il presente è diviso tra l’attività di famiglia, nel settore della lavorazione dei metalli, e i locali e gli eventi dove lavoro la sera, specialmente nel week end. Ho una vita piena, fatta di tanti stimoli e impegni che mi tiene sostanzialmente “vivo”. Questa è la mia vita nel 2015 e devo dire che sono più che soddisfatto.

Se guardi avanti come ti immagini il tuo futuro?
Di solito pianifico sempre il breve termine, altrimenti mi rovinerei molte sorprese. Se dovessi scegliere il mio futuro con piena libertà, sceglierei la televisione perché di certo unirei la vita lavorativa con quella che è la mia passione, ovvero la presentazione. Poi si sa, il bello del futuro è che non è certo.

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