Metagame: il gioco per discutere della nostra cultura

Da aprile è in vendita il nuovo gioco di carte The Metagame, un gioco nato per far discutere. Non ci sarebbe termine più azzeccato, perché il gioco consiste proprio nel creare dibattiti e discussioni su vari temi che abbracciano la nostra cultura in tutti i suoi crismi.

Sembra un gioco strano, ma una prima versione era già stata sviluppata un paio di anni fa, questa volta però esclusivamente inerente al mondo dei videogames, con discreto successo. Proprio in virtù dei buoni riscontri gli ideatori hanno creato una campagna su Kickstarter, il più famoso sito al mondo di crowdfunding, per poter sviluppare il gioco in maniera più completa e più ampia.

La campagna, che aveva un obiettivo prefissato di 25 mila dollari, ne ha raccolti più del doppio (quasi 55 mila) ed il gioco è diventato realtà. Il gioco può essere affrontato in diversi modi, per l’esattezza nelle sole istruzioni è possibile proseguire con sei modalità diverse, ma la verità è che la fantasia sarà il solo vostro limite.

Il gioco “base” si svolge così: sono presenti due mazzi, il primo composto dalle cosiddette “carte discussione” e il secondo fatto dalle “culture cards”, ovvero con la rappresentazione di elementi culturali più o meno noti. La prima persona giocherà quindi la carta discussione, e gli altri partecipanti potranno giocare la loro carta cultura scatenando così il dibattito su chi ha ragione e perché.

Qualche esempio? Potrete trovarvi in una discussione che vi chiede cosa salverà il mondo, cosa vorresti trovare a letto, qual è la causa del disfacimento del tessuto sociale o cosa dovrebbe essere obbligatorio a scuola.
E non sconvolgetevi se tra le risposte sentirete cose come il Big Mac, la serie di Star Wars, Buffy, il Bridge, il font Helvetica, il sexting, la Cappella Sistina, l’orinatoio, la Bibbia, Orgoglio e Pregiudizio o Google.

Il gioco al momento è disponibile solo in inglese ed è possibile acquistarlo per una cifra di 25 dollari. Bisogna tenere necessariamente conto che molte “cultural references”, ovvero riferimenti culturali, sono piuttosto specifici per la cultura anglosassone, e questo potrebbe limitare il divertimento. Nulla però vieta di inventarsi carte prettamente italiane, ma alla fine il gioco sta tutto nelle innumerevoli discussioni (anche imbarazzanti) che si genereranno. E per fare questo basta solo una carta…

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