Microchip per RC auto sostituirà il tagliando cartaceo

RCA1Il microchip per l’assicurazione auto prenderà il posto del contrassegno cartaceo da esporre in macchina. Un’iniziativa già apprezzata da Aldo Minucci, presidente dell’Ania (Associazione Nazionale Imprese Assicurative), secondo il quale il contrassegno elettronico permetterà di contrastare in maniera significativa l’evasione della Rc auto. In pratica, entro due anni (non oltre ottobre 2015) nelle automobili scompariranno i tagliandi dell’assicurazione attuale, che saranno sostituiti da sistemi telematici o elettronici dotati di microchip. E, visto che l’evasione dovrebbe diminuire, l’operazione comporterà una riduzione delle tariffe e dei costi per i clienti. Insomma, con questa modifica si potrà risparmiare ulteriormente con la Rc auto, che già rispetto al passato è diventata più economica per merito delle compagnie online che permettono di fare il calcolo dei preventivi per l’assicurazione auto (come ad esempio in questo sito).
L’entrata in vigore del provvedimento risale al 18 ottobre del 2013, in virtù di un decreto ministeriale che fissa la dematerializzazione progressiva dei contrassegni e impone la loro sostituzione con strumenti telematici. I controlli della polizia, dunque, non si baseranno più sull’esposizione sul parabrezza del tagliando, ma avverranno tramite la connessione telematica a una banca dati della direzione generale della Motorizzazione (aggiornata dalle imprese di assicurazione in tempo reale). Il sistema elettronico, inoltre, è pensato per interagire con le telecamere delle zone a traffico limitato, con gli autovelox e con i tutor autostradali che leggono le targhe, che di conseguenza oltre a controllare la velocità si collegheranno alla banca dati dell’Ania.
Così facendo, le forze di polizia riceveranno segnalazioni sulle vetture che risulteranno non in regola con la Rc auto, e starà agli automobilisti dimostrare la regolarità della loro posizione. Il provvedimento, come detto, intende ridurre notevolmente l’evasione: un problema particolarmente grave in Italia, dove l’anno scorso oltre tre milioni di veicoli hanno girato senza copertura assicurativa (praticamente sette mezzi ogni cento, percentuale che nelle province del Sud arriva al dodici per cento, e a Napoli addirittura al trenta per cento).
L’obiettivo di tale accorgimento è anche quello di impedire che i contrassegni cartacei vengano falsificati, e dunque provare a contrastare il mercato clandestino alla base: un mercato che, oltre a risultare pericoloso dal punto di vista della sicurezza stradale, si rivela particolarmente oneroso sotto il profilo economico per la collettività onesta che correttamente paga i premi. E’ chiaro, infatti, che i cittadini onesti che pagano le assicurazioni devono fare i conti con i prezzi alti causati anche dalle truffe e dal mancato rispetto delle regole.
Sta diventando sempre più attuale il problema della pirateria stradale, vale a dire delle persone che scappano agli alt della polizia, molto spesso poiché non possiedono i documenti (assicurazione inclusa) necessari alla guida. Il presidente dell’Associazione Amici e Sostenitori Polizia Stradale (
Asaps) Giordano Biserni ha manifestato la speranza che l’introduzione del microchip per le assicurazioni favorisce un aumento della sicurezza stradale.
Il database è diventato operativo il 18 novembre del 2013, e i dati presenti nelle banche dati dell’Associazione Imprese Assicuratrici dovranno esservi inseriti entro la metà del prossimo mese di gennaio. I sistemi di accesso avranno, quindi, un anno e mezzo per diventare operativi (anche se tra gli addetti ai lavori molti hanno manifestato perplessità a proposito dell’efficacia del tempo reale), il che vuol dire che coloro che rinnoveranno o stipuleranno una polizza assicurativa nelle prossime settimane non necessariamente avranno già la possibilità di usare il contrassegno elettronico. Il microchip, in ogni caso, permetterà di abbassare i costi delle assicurazioni auto, e per questo motivo la sua entrata in vigore è stata accolta con entusiasmo dagli automobilisti. Un contraente italiano ogni anno spende circa seicento euro per la Rc auto: in futuro ciò non accadrà più.

 

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