Microspie, cosa sono e come funzionano

Una microspia è un’apparecchiatura di ascolto nascosto, di dimensioni ridotte che la rendono adatta ad essere occultata all’interno di uffici, abitazioni, camere d’albergo, sale per convegni, automobili od altri ambienti.

Lo scopo è quello di ascoltare le conversazioni che si svolgono all’interno dell’ambiente stesso, trasmettendole poi verso una postazione d’ascolto esterna, che a seconda del tipo di microspia utilizzatta, può trovarsi ad alcune centinaia di metri come dall’altra parte del mondo nel caso delle microspie GSM.

Grazie all’esplosione delle tecnologie miniaturizzate, al giorno d’oggi le microspie e gli apparecchi di ascolto sono sempre più piccoli, potenti, facili da utilizzare e soprattutto alla portata di tutte le tasche. Tanto per fare un esempio, solo negli USA il volume d’affari delle vendite di microspie si aggira intorno ai 900 milioni di dollari all’anno, ed è in continua crescita, tanto che ormai praticamente nessuna grande città europea ed americana può tranquillamente definirsi immune da apparecchiature spia o microspie ambientali.

Le microspie presenti sul mercato vanno da sensibilissimi microfoni nascosti all’interno di penne o accendini, a microcamere da nascondere nel taschino di una giacca o dietro una cravatta. Una moderna microspia può apparire esternamente come una calcolatrice da tavolo, una chiave USB, un orologio da polso, mantenendone anche il perfetto funzionamento, in modo da non destare alcun sospetto.

Esistono poi le microspie ambientali nascoste all’interno di una presa elettrica, una botola per ventilazione o quant’altro. Questo tipo di apparecchiature per l’ascolto sono generalmente alimentate a batteria o collegate direttamente alla rete elettrica, e consentono una maggiore durata delle operazioni di ascolto.

Generalmente, un’operazione di ascolto clandestino è composta da tre elementi, ossia la microspia propriamente detta, che come detto può essere di tipo portatile come quelle nascoste all’interno di oggetti di uso comune, o una microspia ambientale; il secondo elemento è il trasmettitore radio, generalmente collegato alla microspia stessa e di dimensioni altrettanto ridotte; l’ultimo elemento è la stazione ricevente, ossia un’area a distanza di sicurezza equipaggiata con un ricevitore radio (spesso collegato ad un registratore) che raccoglie i segnali inviati da microspia e trasmittente, per analizzarli in tutta sicurezza.

Le microspie sono ormai alla portata di tutte le tasche, ma ovviamente un minore costo può significare prestazioni meno affidabili o, soprattutto, maggior rischio di rilevamento da parte di semplici apparecchiature di controsorveglianza.

Una microspia prodotta per l’uso da parte delle forze di polizia o nel campo dello spionaggio industriale sarà infinitamente più potente e sofisticata, e indubbiamente molto più difficile da rilevare. Ovviamente, questo genere di cimici hanno un costo maggiore, ma garantiscono risultati ottimali ed affidabilità assoluta.

Ad esempio, le cimici di ultima generazione si basano su una modalità di trasmissione cosiddetta a “pacchetti”. Invece di effettuare una trasmissione continua, una microspia ambientale di questo tipo può inviare ore ed ore di registrazione in una unica trasmissione della durata di pochi secondi, rendendola pertanto molto più difficile da individuare da parte di apparecchi di controsorveglianza.

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3 Comments

  1. microspia 25 luglio 2009
  2. mik 21 dicembre 2009
  3. Giovanni 2 marzo 2011

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