Mistero sulla sorte di Gheddafi

“Non abbiamo nessuna prova su cosa Gheddafi stia facendo, né ci interessa realmente”.

Queste le parole del generale Claudio Gabellini, coinvolto nelle operazioni Nato in Libia, nel corso di un briefing tenutosi a Napoli.

Durante la notte, aerei Nato hanno eseguito un raid su Tripoli, si parla di otto esplosioni in diversi punti della città, ed è stato colpito anche il complesso di Gheddafi, con la sua residenza-bunker. Se il colonnello fosse o meno nel bunker al momento del bombardamento, però, resta un mistero. D’altro canto, Gabellini ha affermato che “non siamo interessati alla vita di Gheddafi”. E Carmen Romero, portavoce della Nato, ha dichiarato: “Noi non prendiamo di mira singoli individui”. Gheddafi, insomma, non rappresenta assolutamente un bersaglio per gli aerei Nato.

L’ultima apparizione in pubblico del colonnello risale al 30 aprile, quando venne bombardata la casa di suo figlio Saif el-Arab Mohammer, rimasto ucciso. Dopodiché, di lui non si hanno più avuto notizie. E la cosa indubbiamente sorprende, dato che fino a quel momento non aveva mai esitato a comparire per lanciare minacce o proclami.

Durante i bombardamenti della notte, pare siano stati colpiti anche vari edifici pubblici nel centro della città, le sedi della televisione di regime ‘al-Jamahiriyah’ e dell’agenzia di stampa ufficiale ‘Jana’, e la sede dell’Alta Commissione per l’Infanzia; due bambini sarebbero rimasti gravemente feriti da schegge di vetro e sarebbero ora ricoverati in terapia intensiva.

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