Momenti di storia letteraria:Neoclassicismo

Aspetti e momenti di storia della lingua e della Letteratura italiana

NEOCLASSICISMO

Introduzione

Nei primissimi anni del secolo XIX sia nella letteratura che in tutte le arti si afferma un nuovo gusto, definito Neoclassicismo, che ebbe in Italia il suo fulcro e il suo centro di irradiazione. Il tedesco Winkelmann espresse chiaramente le linee di tendenza del nuovo gusto neoclassico proponendo un ideale estetico che si rifaceva all’idea che la Grecia classica avesse conseguito la perfezione in ogni settore artistico, caratterizzando il nuovo «credo estetico» con la formula «nobile semplicità e quieta grandezza». S’introdusse da allora in Italia ed in Europa una nuova mitologia estetica: quella dell’Ellade classica, un mondo di bellezza pressoché assoluta e irripetibile, ma al tempo stesso proponendo un modello di riferimento «imitabile», per cui l’ «imitazione» divenne il canone a cui l’artista doveva uniformarsi se si riconosceva nella nuova corrente. La ricerca della perfezione e della compostezza formali, l’espressione di passioni «classicamente» dominate costituirono pertanto le linee di una poetica che ebbe in Italia un vastissimo seguito fra gli intellettuali e gli artisti in genere.

Un simile modo di intendere il «fare artistico» trovò un riscontro entusiasta e pressoché immediato in molti scrittori che, anzitutto, vollero individuare lo strumento principe di trasmissione dei contenuti letterari, e che si sforzarono quindi di impostare una lingua «perfetta», indicando come modello imperituro di bellezza la lingua letteraria del Trecento. Nasce così il famoso «purismo», che ebbe nel Cesari e nel Puoti i suoi esponenti di spicco. Quella dei puristi fu una proposta estremamente conservatrice, che trovò illustri avversari in scrittori allora assai quotati come Vincenzo Monti, che si sforzò di contrastare la rigida prospettiva puristica, cercando nella sua famosa Proposta di alcune correzioni ed aggiunte al Vocabolario della Crusca una soluzione più aperta di quella puristica, allargando gli orizzonti oltre gli stretti confini della Toscana trecentesca.[Continua]

Enzo Sardellaro, professore di Lettere Italiane e Storia

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