Mondo del porno sconvolto da Wikileaks hard

E’ una di quelle notizie che sta facendo il giro del mondo e che sta avendo effetti immediati e devastanti sulla vita di alcune persone coinvolte nell’affaire.

E non si tratta nemmeno di uno scherzo dal momento che il primo aprile è passato da qualche giorno.

Stiamo parlando di un emulo di Julian Assange che, su un sito chiamato Porn Wikileaks, ha riversato i nomi di chi lavora come attore o attrice nel mondo dell’hard: si tratta al momento di 23mila nomi.

Le persone che lavorano nell’industria del porno generalmente hanno anche altre occupazioni più tradizionali e dunque questi documenti rischiano di compromettere le loro vite al di fuori dei set di film hard. Soltanto 1200-1500 persone, infatti, tra i nomi pubblicati, sono quelle che lavorano a tempo pieno nel porno.

I primi effetti si sono già registrati. L’Indipendent infatti afferma che almeno due insegnanti sono stati licenziati perché i loro nomi erano presenti nella lista. Ma come hanno fatto i curatori del sito a recuperare i nomi?

Sembra che i dati provengano dal database della Adult Industry Medical Healthcare Foundation di Los Angeles, clinica californiana che effettua test dell’Hiv per gli attori porno. Chi vuole lavorare nel settore dell’hard, infatti, deve sottoporsi ad analisi almeno una volta al mese.

Mark Spiegler, un noto agente di attori porno ha dichiarato a questo proposito: “Il database della clinica è l’unico posto in cui poter trovare tutti quei dati tutti insieme”.

I dati ricavabili non sono soltantom nome e cognome, ma anche indirizzi, fotografie loro e dei familiari, immagini delle case ricavate da Google Maps.

Lo scopo della pubblicazione dei dati sensibili degli attori e attrici hard sembra avere carattere moralizzatrice, in particolare alla base potrebbe esserci una crociata contro i gay: sulla homepage si legge “Non siamo abbastanza gay per Twitter e per questo siamo stati cancellati”.

Il Daily Best ha pubblicato una conversazione con quello che dice essere l’amministratore del sito in cui ha  dichiarato che il fine dell’operazione è:” cacciare i gay dal porno, visto che lo hanno rovinato, ed eliminare l’obbligo sull’uso dei preservativi imposto dal Governo. La California è piena di gay messicani che adesso possono persino sposarsi, cosa davvero sbagliata.”

E’ verosimile che presto il governo americano si decida a chiudere il sito, anche se nel frattempo la privacy di migliaia di persone è stata violata e non certo per rivelare guerre e imbrogli internazionali, ma soltanto per mettere a nudo (è il caso di dirlo..) la vita della gente.

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