Moratti jr e la casa stile Batman: tutto senza permessi

Evidentemente al rampollo di Letizia Moratti, sindaco di Milano, non bastava una casa di lusso o un attico in centro. No, Gabriele Moratti aveva bisogno di una BatAbitazione.

Bisogna tornare al 2009 per ricostruire la dinamica dei fatti. Nell’agosto di quell’anno, infatti Moratti jr fa richiesta per la fusione di quattro unità abitative in Via Ajraghi 30: si tratta di locali a destinazione industriale e gli oneri pagati dal rampollo della famiglia al comune, guidato da sua madre, ammontano a poco più di 6000 euro. La cosa strana nella vicenda è che non vengono depositate richieste per il cambio della destinazione d’uso, da industriale ad abitativa:  i quattro edifici infatti sarebbero presto stati trasformati in un lussuoso loft.

Bisogna attendere l’anno successivo per trovare una richiesta di cambio di destinazione d’uso, dopo che la stampa aveva già sollevato lo scandalo, e anche in questo caso saltano agli occhi le irregolarità: il cambiamento previsto sarebbe da edifici industriali a commerciali.

Le manie da megalomane del giovane Moratti, però, vengono svelate dall’architetto che si occupò della ristrutturazione del loft, ampio quasi 450 metri quadrati, Gian Matteo Ravanello. Nel suo libro Le case della libertà l’architetto parla di una casa in stile Batman con sala fitness, bagno turco, piscina salata, vasca idromassaggio, enormi camere da letto e un ponte levatoio che si innalza al centro del loft e che condurrebbe dalla piscina alla zona giorno.

La descrizione più sconvolgente riguarda però i sotterranei ai quali si accederebbe da una botola motorizzata che porterebbe ad un ring da boxe e a un poligono di tiro insonorizzato. Altre indiscrezioni parlano di mobili rivestiti da pelle di squalo.

Il problema è che Moratti non ha la residenza in Via Ajraghi e gli unici oneri pagati ammontano a 102 mila euro per la trasformazione della destinazione d’uso dell’immobile a scopo commerciale e non abitativo.

Certo, a Milano sono spuntati come funghi loft ricavati da ex fabbriche, quasi tutti trasformati illegalmente da spazi industriali a spazi abitativi con una perdita di milioni di euro per il Comune di Milano, guidato dalla mamma del giovane Batman Gabriele Moratti.

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