Non abbiamo imparato molto dalla crisi finanziaria. Ci si aspetterebbe un’inversione di tendenza rispetto ai parametri con cui si valuta un mutuo e invece, l’unica cosa importante pare che sia la rata bassa.
Non si presta attenzione alla tipologia di tasso, non si conoscono i meccanismi di adeguamento, le coperture assicurative sono un optional e vengono sottoscritte solo se rese obbligatorie. Dopo il silenzio tombale dovuto alla rottura del sistema finanziario, ritornato un po’ di ottimismo, si pensa nuovamente a farsi una famiglia e quindi a comprare casa.
Ok, ci mancherebbe altro, la vita deve andare avanti. Ma è possibile che ci siamo già dimenticati i titoli dei giornali che parlavano dei pignoramenti alle famiglie che non pagavano il mutuo. Ci siamo dimenticati le trasmissioni televisive e le ospitate radiofoniche delle associazioni di consumatori che puntavano il dito contro le banche. Ma allora non è stata solo colpa delle banche se a distanza di così’ poco tempo si è tornati a richiedere mutui a tasso variabile.
Come se non bastasse, l’Euribor, oggi è ai minimi storici e quindi i tassi possono solo aumentare. Chi ottiene oggi un mutuo al 100% a tasso variabile magari di 160.000 Euro con due buste paga “normali”, come vuoi che si possa trovare tra 3 o 5 anni magari con un figlio appena nato e due auto da pagare? Diremo ancora che è colpa delle banche che hanno alzato i tassi?





Scritto da:
Tag:





ma che sciocchezze!!!!! le banche fanno quello che vogliono con l’appoggio addirittura del Vaticano che im più di una occasione o ha ricevuto o ha consegnato una onereficenza ad un grande ladro come il presidente di mediobanca, con la motivazione che la banca si deve sentire vicina al suo correntista così come Gesù si sentiva vicino a: non ricordo se era “vicino a Dio o al popolo”. Ma a chi la raccontano?
Piero, nessuna sciocchezza, opero nel settore e incontro e parlo con decine di famiglie alla setimana. Sono in pochi ad aver capito cosa è sucesso. Quando una famiglia si trova a decidere tra una rata a tasso variabile e una rata a tasso fisso più alta magari di 200 euro al mese, sceglie automaticamente la prima, e spesso chi lo fa sta contraendo un mutuo al 100%. Puoi avvisarli in tutti i modi che la rata è destinata ad aumentare, ma ti rispondono che poi tanto cambieranno mutuo. Questa è la realtà.
Sono d’accordo con te, ho un blog dove tratto gli stessi argomenti. La gente non fa molta attenzione ai tassi, non sapendo materialmente quantificare quanto potrebbe incidere sull’ammontare finale del mutuo. Pensano che siano calcoli che può fare soltanto chi si intende di finanza e solitamente si fidano di quello che dice un promotore finanziario.
Ribadisco anch’io che il periodo attuale non è adatto a contrarre un mutuo a tasso variabile, dato che è al minimo storico.
Io ho un mutuo a tasso variabile, stipulato quando il tasso era del 5,25% adesso godo dei benefici della riduzione dell’euribor attuale a tre mesi che è dello 0,66%.
Potete capire facilmente che la rata mi si è quasi dimezzata.
Da una ricerca di Banca d’Italia risulta che molti italiani non sanno capire il concetto di tasso di interesse, quindi non mi sorprende che nel valutare il costo del mutuo si tenga d’occhio solo il presente e non le prospettive future.
Però qualcosa è migliorato: oggi molti fanno mutui con il cap (anche se su spinta delle banche) o flessibili. Certo nel fare un variabile oggi bisogna esser consapevoli che la rata può aumentar molto.
il problema e che la differenza tra tasso variabile e quello fisso è troppo elevata, ecco perchè si sceglie il tasso variabile.si è ancora colpa delle banche.
a dicembre 2009 ho sottoscritto un mutuo a tasso variabile con spread al 1,5 per il fisso le banche mi chiedevano il 5% il che mi sembra un pò eccessivo.