Nasce Diaspora: come Facebook, ma più attento alla privacy

Il più famoso e diffuso social network del momento, come tutti sanno, è Facebook. Ma in un futuro abbastanza prossimo, la creazione di Mark Zuckerberg potrebbe essere soppiantata da una nuova rete sociale: Diaspora.

Nonostante la popolarità raggiunta negli ultimi anni, infatti, non sono stati pochi i problemi che Facebook ha dovuto affrontare nella gestione della privacy dei suoi utenti: tante sono state le falle scoperte nella rete sociale fondata da Mark Zuckerberg e tante le critiche rivolte alla gestione dei dati sensibili da parte del sito.

Ma grazie a Diaspora, social network nato dall’idea di quattro studenti della New York University, la gestione della privacy all’interno delle reti sociali sembra aver fatto davvero un grande passo in avanti. E, probabilmente, il vecchio Facebook dovrà prepararsi a subire un grave colpo.

I creatori di Diaspora, hanno avviato i loro progetto a maggio, radunando circa 6.500 persone disposte a sostenerlo con una cifra pari a 200.000 dollari.

A breve, il 15 settembre, la prima versione di Diaspora farà il suo debutto e, da subito, inizierà lo sviluppo di nuove funzione e caratteristiche, cui (novità fantastica) tutti sono invitati a contribuire.

Diaspora, infatti, è un “open source”, scritto sostanzialmente in Ruby: ciò significa che chiunque conosca il suddetto linguaggio di programmazione potrà dare i suoi contributi al software del nuovo social network, modificandolo per migliorarne la funzionalità  o, magari, per renderlo accessibile dai dispositivi mobili.

La trovata di rendere accessibile a tutti il codice sorgente del network permetterà a Diaspora di raggiungere livelli di ottimizzazione molto elevati.

Ma la caratterisitica più importante di Diaspora è la elevata attenzione dedicata alla tutela della privacy: ogni utente potrà impostare i propri parametri come meglio desidera, avendo il pieno controllo su ogni singolo dato e la possibilità di decidere esattamente con chi condividere i propri contenuti , come affermato dai quattro programmatori americani: ” La privacy è un problema serio, e noi lo consideriamo come tale. Diaspora avrà un sistema molto semplice per decidere con precisione  quali informazioni mostrare a ciascuno dei propri amici”.

A permettere tutto ciò è l’assenza di server centrali: al contrario di Facebook, con Diaspora saranno gli utenti stessi a fornire il proprio spazio per ospitare i propri contenuti e poi condividerli.

Ciò, ovviamente, comporta la necessità, da parte degli utenti, di disporre di una qualche forma di web hosting, ovvero di una pagina web che “ospiti” le proprie informazioni. Per i meno esperti, sarà disponibile un servizio di hosting molto semplice, basato sullo stile di WordPress.

Diaspora sembra proprio una “dichiarazione di guerra” rivolta a  Facebook. Mark Zuckerberg sembra aver ben capito la “pericolosità” del neonato social network, tanto da preferire una “pacifica alleanza”, piuttosto che una guerra senza esclusioni di colpi: a sorpresa, infatti, anche il 26enne fondatore di Facebook appare tra i finanziatori del progetto.

Chissà se Diaspora riuscirà davvero ad avere la meglio sul più noto social network del momento. Ai posteri l’ardua sentenza!

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