Nascite ancora in calo in Italia

Dopo un decennio di modesta ripresa demografica, i nuovi nati sulle nascite in Italia sono ancora in calo. Per l’esattezza dell’1,2 per cento nell’anno 2010 ( pari, cioè, a 12.200 bambini in meno).

Le cause di questo fenomeno sono varie. Il “mini baby boom” è stato frutto di una concomitanza di eventi favorevoli. L’arrivo degli immigrati ha sicuramente contribuito a questo incremento, con una natalità più alta degli italiani, anche se inferiore a quella che ci sarebbe stata nei loro paesi d’origine. Tante donne, inoltre, nate negli anni 70 hanno rimandato la loro prima gravidanza a 35-40 anni rispetto ai 25.

Infine, l’aumento delle nascite avvenute fuori dal matrimonio in coppie stabili, che hanno dato la precedenza al figlio rispetto all’ufficializzazione del loro rapporto. I problemi sono iniziati alla fine del 2008. La crisi dei mutui Usa e il conseguente crollo economico hanno poi aggravato ancora di più la situazione. Davanti al precariato o alla perdita del lavoro, molte coppie hanno rinunciato al progetto di avere un figlio.

Un caso però opposto va sicuramente segnalato, ed è quello della Germania. Per le donne in maternità, i mesi di congedo parentale a stipendio pieno sono stati portati da 3 a 18, sia per le lavoratrici a tempo indeterminato che determinato.

Questo fa sì che molti contratti vengano prorogati. Ciò ha sicuramente incentivato chi, fino a quel momento, era indeciso o titubante sull’aumentare la famiglia.

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