Niente microspie, e i pedofili ringraziano

intercattazioniNel campo investigativo, l’utilizzo delle intercettazioni ambientali o telefoniche è sempre stato uno strumento di grande importanza, specialmente negli ultimi anni e con lo sviluppo di nuove tecnologie quali Skype, che consentono ad un malintenzionato di sfuggire ad una eventuale microspia telefonica inserita nella sua linea di casa o sul suo cellulare, e parlare liberamente.

Intercettare le conversazioni di una persona sospettata di qualsiasi reato, è assolutamente vitale per accertarne l’eventuale colpevolezza, o per essere in grado di dimostrarne l’innocenza.

Alcuni mesi, fa un giudice romano, in un intervento pubblico, ha portato un esempio di come, grazie alla nuova legge che il governo Berlusconi sta approvando, un pedofilo potrà tranquillamente sfuggire alla giustizia. Ad esempio, un bambino scompare, e le testimonianze rivelano la presenza nei giorni precedenti, nei dintorni della scuola, di un sospetto, già condannato in precedenza per reati di pedofilia.

La polizia richiede al giudice l’autorizzazione per ottenere: la lista delle telefonate fatte dal sospetto; il traffico cellulare effettuato tramite la cella che copre la scuola (per dimostrare che il sospettato era effettivamente presente nella zona e nel periodo indicato); la lista del traffico della famiglia del sospetto e di quella del bambino scomparso; l’intercettazione del telefono sia del sospetto, che della sua famiglia, e anche della famiglia del bambino.

In base alla nuova legge, questa serie di intercettazioni non sarebbe possibile perché mancano gravi indizi di colpevolezza, e perché non sarebbe comunque possibile intercettare il telefono di una terza persona. Inoltre, la possibilità di intercettare il telefono di una persona sospetta viene limitata ad un lasso di tempo massimo di 2 mesi (non prolungabili e non ripetibili), che in molti casi non sarebbero sufficienti a raccogliere un rilevante ammontare di indizi o prove.

Una delle giustificazioni addotte dal governo Berlusconi e’ l’alto costo delle intercettazioni, dimenticando che il costo delle microspie ambientali e della loro installazione e’ certamente inferiore ad un eventuale beneficio per le casse dello stato nel caso di scoperta di reati economici, ed inoltre, che la sicurezza dei cittadini non può sottostare a simili ragionamenti utilitaristici, quasi fosse la lista della spesa di una casalinga.

La verità è che, tra le persone intercettate, spesso vengono annoverati politici o loro amici potenti, e per evitare che eventuali sporchi affari vengano portati alla luce tramite l’installazione di una microspia, non si esita a promulgare una legge che di fatto, non regolamenta le intercettazioni ma le impedisce.

In questo modo, si impedisce a tali sporchi affari di essere pubblicizzati e puniti, ma si mette a repentaglio la sicurezza dei normali cittadini, di coloro che vivono di un lavoro onesto e che, magari, sono preoccupati per la sicurezza dei propri figli.

Grazie ad una legge del genere, studiata per salvare poche persone influenti, si espongono a rischi milioni di cittadini normali, che un giorno potrebbero vedere i loro figli rapiti da un pedofilo, senza che la polizia possa agire.

E’ questo che vuole il governo?

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