Non fidatevi degli editori a pagamento

In Italia non si contano gli editori a pagamento, le case editrici che pubblicano libri dietro un contributo economico da parte dell’autore, facendo ricadere su quest’ultimo il rischio di impresa che deriva dai costi di produzione per un’opera che quasi sicuramente nessuno leggerà, se non una ristretta cerchia di amici e parenti.

Per questi editori non conta la capacità di penetrare nel mercato, ma solo di lucrare sulla pelle di un popolo che scrive tanto e che legge poco. Seducendolo con proposte di pubblicazioni che non vedranno mai la luce, perché a loro non interessa lanciare un autore, ma solo incassare denaro a fronte di copie stampate e mai commercializzate.

Basta entrare in una libreria per accorgersi che di questi editori non esiste la benché minima traccia. Che il loro unico scopo è speculare su gente che ignora il fatto che il successo di uno scrittore è costruito in laboratorio e che solo la dedizione, il sacrificio e la pazienza hanno premiano quegli autori che sono riusciti a farsi strada con le proprie forze.

Tra questi non ci sono coloro che si sono fatti abbindolare dagli editori a pagamento. Che hanno creduto a promesse irrealizzabili, soprattutto quando queste prospettano distribuzioni nazionali che allo stato attuale risultano impossibili perfino per le grandi realtà editoriali, figuriamoci per quelle piccole e sconosciute sul mercato libraio.

Ed è per questo che bisogna diffidare dagli editori a pagamento. Da queste tipografie mascherate da case editrici che pubblicherebbero anche un libro scritto da un orso polare, purché sborsi tanti soldini in cambio di decine di copie che l’autore sarà costretto a regalare ad amici e parenti per avere almeno la sensazione di autodefinirsi uno scrittore.

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