Nord-Africa e Medio Oriente: profumo di libertà

Non sembra esserci tregua per il Nord-Africa e il Medio Oriente. La contestazione e le rivolte che hanno avuto il loro epicentro in Tunisia ed Egitto, si sono poi propagate in Iran, Bahrein, Yemen, Algeria e Libia. Da ultimo il Marocco, dove le manifestazioni sono nella loro fase embrionale.

Comuni denominatori di tutte le contestazioni sono due: la rivendicazione dei diritti civili fondamentali e i social network. Infatti si tratta delle prime e importanti rivolte che sono nate sul web e che  nell’etere hanno avuto il loro cuore pulsante.

In tutto più di 150 milioni di persone coinvolte che stanno dando luogo alla più grande rivoluzione democratica del nuovo millennio e che potrebbe modificare per sempre l’assetto  geopolitico dell’Africa Subsahariana e di parte del Medio Oriente.

Il sentimento di ribellione e di rivendicazione della libertà si sta espandendo a macchia d’olio e non è detto che non coinvolga altre nazioni. Sentimento che ha portato, in successione, alle dimissioni di Ben Alì in Tunisia, di Mubarak in Egitto e nelle ultime ore ai disperati tentativi di Gheddafi di reprimere la folla con la violenza. In Libia si contano 1.000 morti.

Tuttavia le proteste continuano e sono sempre più violente e decise. Invece nel Bahrein e nello Yemen le manifestazioni sono meno cruente ma allo stesso modo improntate all’affermazione di quei valori per troppo tempo negati.

Infine la situazione in Marocco, dove la contesa tra la popolazione e il governo sta crescendo d’ora in ora e l’Algeria dove le proteste degli studenti sono state represse nel sangue. Insomma un terremoto civile-ideologico che cambierà la storia.

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