Nucleare in Italia: tempo di scelta

Il giorno Venerdì 11 Marzo 2011 tutte le tv, radio e giornali danno le ultime notizie su un terribile e sconvolgente evento: il terremoto in Giappone.

Fin qui niente di nuovo, dato che questo territorio è abituato a eventi sismici, subito dopo però, il giornalista aggiunge alcuni dettagli che rendono la notizia una vera e propria catastrofe infatti un evento sismico di questa portata non si è mai verificato nella storia.

Oltre al terremoto però,  a terrorizzare i giapponesi ci pensa anche un fortissimo tsunami che spazza via tutto ciò che trova lungo il suo cammino.

Una situazione tragica, ma come se non bastasse, un nuovo pericolo minaccia il popolo giapponese: la forte scossa di terremoto ha provocato seri danni al sistema di raffreddamento della centrale nucleare di Fukushima.

Subito l’attenzione del mondo si focalizza su ciò, perchè il rischio che possano liberarsi nell’atmosfera radiazione è elevatissimo e tutti vorrebbero evitare che si possa verificare una nuova Chernobyl. Col passare del tempo la situazione peggiora e oltre ai tanti morti e dispersi, il pericolo radiazioni si concretizza sempre di più. Infatti si verificano delle esplosioni ai reattori che liberano radiazioni, questo è dovuto all’eccessiva temperatura raggiunta dagli stessi.

I tentativi di raffreddamento ,effettuati, si dimostrano insufficienti, nonostante questo però, un’equipe di ingegneri giapponesi resta nella  centrale per tentare di fare tutto il possibile per  raffreddare i reattori e scongiurare una catastrofe: fuoriuscita di altro materiale radioattivo.

La situazione che si vive è terribile, in quanto la nube di radiazione comincia a diffondersi e a raggiungere anche zone più lontane. Tutto questo procura un allarmismo generale, infatti soprattutto l’Europa non si dimostra insensibile a questa tragedia e subito la Germania, ad esempio, chiude 2 centrali nucleari perchè troppo vecchie.

In questo caos, il governo italiano, inizialmente, si dimostra deciso ad andare avanti e a proseguire la politica del nucleare, poi però, ritiene opportuno ritagliarsi una pausa di riflessione per decidere cosa fare realmente in materia nucleare.

Su questa questione è opportuno riflettere e anche tanto, è necessario cercare di “trarre un insegnamento” dalla tragedia giapponese e smetterla di ragionare solo in base a ragioni economiche e di progresso. Se anche in un Paese come il Giappone, tecnologicamente avanzato, e preparato ad affrontare questi eventi sismici, si è verificata una catastrofe di fortissimo impatto ambientale ci sarà una spiegazione.

A questo proposito è opportuno citare Carlo Rubbia, Premio Nobel nel 1984, il quale sostiene che :”Non esiste un nucleare sicuro o a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità,  per cui ogni 100 anni un incidente nucleare è possibile: e questo rischio aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare semmai di un nucleare innovativo.”

Queste parole sono molto significative, però io vorrei proporvi una nuova riflessione: spostare la nostra attenzione  su metodi di sviluppo diversi come per esempio l’utilizzo di energia solare o eolica, fonti di energia rinnovabile e di impatto ambientale pari a zero, così da eliminare definitivamente il problema legato allo smaltimento delle scorie e riducendo di tantissimo l’inquinamento del nostro Pianeta.

Se alla fin fine questa tragedia ambientale fosse un chiaro messaggio della Terra che vorrebbe suggerirci un nuovo modello di vita basato sul risparmio energetico e sulla riduzione di sprechi?

L’uomo crede talvolta di essere stato creato per dominare:si sbaglia. Egli è solamente parte del tutto e la sua funzione non è quella di sfruttare bensì quella di sorvegliare, di amministrare e di conservare. L’uomo non ha nè poteri nè privilegi ha soltanto responsabilità.

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