Nuovi cablo di Wikileaks sull’Italia: Washington preoccupata

La Repubblica e l’Espresso hanno deciso di pubblicare i nuovi  cablo di Wikileaks che riguardano l’Italia.

Si tratta di una serie di documenti della diplomazia americana con pesanti giudizi sul nostro Paese, che vanno dalle vicende giudiziarie che interessano il nostro premier all’organizzazione del G8 di L’Aquila.

Nel 2009, dopo la bocciatura del Lodo Alfano, un’eminente rappresentante dell’ambasciata americana a Roma, Elizabeth Dibble, rende noto a Washington quello che sta accadendo in Italia riferendo degli attacchi di Silvio Berlusconi ai giudici, al Presidente Napoletano, alla Corte e del clima politico arroventato nel Paese.

La Dibble, inoltre, non esita a rilevare come “la magistratura italiana, durante la guerra fredda, è stata rifugio di membri del partito comunista”  e che spesso gli italiani “fanno spallucce su queste questioni così come spesso dimenticano le frequenti gaffes del premier e le sue trasgressioni sessuali”.

La funzionaria ha parole dure anche per l’opposizione definita “disorganizzata”, incapace di proporre un’alternativa credibile.

Riguardo il G8 di L’Aquila, Elizabeth Dibble definisce il premier italiano una “caricatura” in Europa. Scrivendo a Barack Obama gli rivela che Berlusconi punta sull’evento del G8 per risollevare la sua popolarità in calo (soprattutto dopo le vicende che hanno visto protagonista Noemi Letizia e Patrizia D’Addario) “dimostrando il suo ruolo e la sua importanza in qualità di capo di governo più longevo del G8.  Berlusconi spera di usare il vertice per dimostrare che gode del rispetto internazionale”.

Proprio per questo motivo il premier ha creato una fitta rete di appuntamenti durante il vertice internazionale, allargando la presenza a molti Stati e diversificando gli argomenti.

Eppure, secondo la Dibble, il risultato è quello di veder ”sminuita la coesione tra i partner e vanificato l’obiettivo italiano di rendere adeguato il summit”.

L’America accetta di buon grado l’attivismo italiano, certa che l’Italia sarà disposta a venire incontro dovunque a tutte le esigenze della politica USA.  L’incontro con Obama, in definitiva, servirà al Presidente del Consiglio italiano a dare di sé l’immagine di uno statista.

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