Oliviero Toscani, il pube e i perbenisti?

Negli ultimi giorni ha scatenato diverse polemiche il  lancio dell’ennesima campagna mediatica shock firmata Oliviero Toscani, provocatore per vocazione e per mestiere: si tratta del calendario per il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al vegetale, pubblicizzato attraverso gli scatti fotografici di 12 pubi femminili “al naturale”.

La presentazione del calendario è avvenuta in occasione di Pitti Uomo e il calendario sarà allegato al numero di gennaio di Rolling Stone.

Le polemiche hanno riguardato l’equiparazione che si fa tra il pube femminile, quindi il corpo della donna, e la pelle conciata al vegetale; alla controversia il fotografo ha risposto affermando: “Voglio che si discuta sulla speculazione del mondo femminile, che è nei tanti calendari in giro, nei programmi tv dove le donne devono dare un orrendo spettacolo per avere spazio (…).

E’ una provocazione contro tutto quello che svilisce la donna. Per assurdo do ragione a chi va contro di me parlando di dignità femminile. Tra l’altro la Carfagna mi critica ma ho avuto in mano un suo calendario che davvero è pornografico, di poco gusto”.

Il riferimento alla Carfagna nasce dal fatto che il Ministro per le Pari Opportunità ha segnalato il prodotto all’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria (Iap) che infatti ieri si è pronunciato a favore della sospensione della pubblicizzazione del calendario, emettendo “una ingiunzione di desistenza della diffusione del messaggioritenendo la comunicazione ”offensiva della dignità della persona, in quanto il corpo femminile viene equiparato alla pelle conciata, ovvero sia ad un prodotto che ad un animale, ovvero un animale ucciso, sezionato e trasformato in prodotto di lavorazione”.

Il direttore di Rolling Stone Carlo Antonelli risponde con una nota alle polemiche: “In Italia regna la doppia morale. A casa di Oliviero Toscani e di ‘Rolling Stone’ invece no. Nei media nostrani da trent’anni la rappresentazione del corpo femminile è oltraggiosa, barbara, troglodita, a partire dai calendari diffusi dalle riviste maschili con le solite giovani signorine ritratte come cagnette pronte ad essere possedute. Toscani invece toglie tutto. Toglie le facce, gli sguardi ammiccanti e quelle bocche semiaperte e bagnatine che tanto piacciono agli italiani. Lascia solo la pura natura, la cosa, la nuda vita.”

Al contrario su internet la causa delle femministe è stata amplificata da un video provocatorio di Maddalena61, un’attrice che registra monologhi su temi di  attualità e li mette su youtube. Nel suo video Maddalena61 appare in mutande mentre discute delle foto di Toscani, attaccando la mercificazione del corpo femminile che, secondo l’attrice, quelle foto operano.

Maddalena61: la risposta ad Oliviero Toscani.

Quelli di Toscani sono scatti artistici, sebbene prodotti a uso e consumo pubblicitario (da sempre i mecenati hanno guadagnato sull’arte): il discrimine in questa vicenda  e in molte altre simili che coinvolgono artisti contemporanei sta nel decidere se l’arte sia censurabile o meno in ragione della violazione di presunte norme morali. La storia dell’arte ci ha insegnato che quasi mai la creazione artistica provoca unanimità.

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