Pantelleria, gli sbarchi della disperazione

Nelle prime ore del mattino del 13 Aprile 2011, dopo aver navigato per sei giorni, lo scafista del barcone commette un gravissimo errore, sbagliando rotta ed arenandosi presso la caletta di Arenella, di fianco al porto.

Con il mare visibilmente mosso, aiutato dalle raffiche di vento decisamente forti, i poveri clandestini (164 uomini e 20 donne con in braccio 6 bambini) hanno provato ad abbandonare la barca, temndo che essa potesse rovesciarsi.

Le correnti però non hanno risparmiato i più deboli e soprattutto chi non sapeva nuotare. Una corsa della disperazione verso la riva che non tutti hanno concluso. Una dozzina di profughi sono stati sommersi dalle onde, cercando di aggrapparsi ai malcapitati vicini, finendo per affogare anche loro. Nel mentre, erano già arrivati sul posto i militari della capitaneria di porto, i carabinieri ed i vigili del fuoco, i quali hanno dato vita ai primi celeri soccorsi.

Due donne purtroppo sono state tirate fuori dall’acqua prive di vita, mentre si sono perse le tracce di un uomo quando, alla fine della brutta avventura, si sono contati i presenti. Le ricerche sono durate tutto il giorno e si sono concluse a tarda sera, portando un nulla di fatto come risposta. I profughi sopravvissuti, invece, sono stati ospitati presso struture comunali, ed oggi probabilmente verranno trasferiti a Lampedusa, presso la struttura di accoglienza, mentre 6 donne rimarranno in osservazione in ospedale. Identificato lo scafista, la Procura di Marsala ha subito emanato contro di lui l’accusa di omicidio colposo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Questa nuova tragedia poteva però avere dimensioni ben più gravi di quelle ottenute. Il barcone infatti era già atteso sull’isola, visto che la nave militare Minerva l’aveva già intercettata a largo di Pantelleria, aiutata anche da una nave della Marina tunisina, che aveva scortato il barcone fino all’incrocio con quella italiana. E’ probabile che lo scafista ha scambiato le luci della caletta con quelle del porto, un errore peraltro molto frequente.

Quello di Pantelleria non è stato l’unico sbarco della giornata di ieri. Sempre alle prime luci del mattino, rimorchiato da una motovedetta della Guardia di Finanza, un barcone con 102 clandestini a bordo è entrato nel porto. Anche qui, grazie ai tempestivi soccorsi, è stato possibile scongiurare una tragedia, dato che, a causa del mare grosso, il barcone stava per affondare. Da registrare anche che, sempre nella giornata di ieri, una trentina di profughi sono stati rimpatriati in aereo.

Il governo ha stanziato 110 milioni di euro da donare al Fondo della Protezione civile per l’accoglienza dei profughi: i fondi saranno divisi per regioni, in rapporto a quanti clandestini ospiteranno. Tra una decina di giorni saranno già disponibili 11mila permessi di soggiorno temporanei della durata di sei mesi, di modo che i clandestini possano muoversi liberamente per sistemare la propria condizione di vita.

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