Pensioni: l’Europa chiede un’unica età per uomini e donne

Non c’e’ pace per le pensioni italiane, il nuovo ultimatum è giunto dalla Commissione UE, il messaggio è più che minaccioso, se l’ Italia non alzerà l’età pensionabile delle donne del pubblico impiego fino ad equipararla immediatamente a quella degli uomini, verrà deferita alla Corte di giustizia europea.

L’avvertimento è dovuto ad una sentenza emessa dalla Corte europea di giustizia che già nel 2008 dove si intimava all’Italia di innalzare l’età pensionabile delle dipendenti pubbliche, portandola a 65 anni anni, lo stesso livello previsto per i colleghi maschi.

A fatti nella manovra economica c’era un articolo che prevedeva l’ equiparazione dell’ eta’ pensionabile per gli addetti del pubblico impiego, ma a scalini che prevedevano di concludere la marcia di avvicinamento nel 2016.

Tale articolo è però stato stralciato dalla versione definitiva della manovra, e quindi l’ età pensionabile in questo settore verrà equiparata tra i due sessi nel 2018, contro il temine fissato dalla Commissione Europea al 2012.

Un incontro tra Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e la commissaria europea Viviane Reding per trattare il problema è già stato fissato, l’obiettivo del ministro è quello di capire l’ urgenza della richiesta europea e quanto questa possa tradursi in infrazione.

La Commissione europea aveva già sollecitato l’ Italia, avviando una procedura d’infrazione, la sentenza della Corte europea di Giustizia risale al novembre del 2008, in quell’ occasione, si è ritenuto che la discriminazione operata nei confronti degli uomini, che vanno in pensione cinque anni più tardi, non ha nessun motivo di sussistere.

Ora le autorità italiane sono state chiamate ad esporre i motivi dei ritardi nell’ applicazione di questa sentenza, sottolineando che l’ Italia a fronte dei numerosi richiami succedutisi negli anni, e nonostante nel giugno 2009 Bruxelles abbia aperto una nuova procedura di infrazione, non abbia mai dato un segnale concreto di voler attuare tale sentenza.

La Corte di Giustizia Europea impone la parificazione dell’età pensionabile di uomini e donne esclusivamente nel pubblico impiego, e non nel privato, questo in quanto secondo le norme comunitarie, è possibile derogare al principio di eguaglianza tra i sessi nel caso di pensioni erogate dall’Inps, mentre nel caso del pubblico impiego non è ammessa alcuna deroga.

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