Piccoli MIRACOLI

Se almeno il silenzio, la pietà, la commozione riservata e sincera, potessero servire alle vittime innocenti di ogni guerra, di ogni violenza, cattiveria, prepotenza, per liberarsi e rinascere o anche soltanto a lenire il dolore e a sopportare meglio tutta la paura e la sofferenza..o se davvero l’immaginazione fosse la salvezza…

Mi torna alla mente un libro magnifico di Jack London di qualche tempo fa…si chiamava “IL VAGABONDO DELLE STELLE”..raccontava di un innocente tenuto crudelmente in carcere, sotto torture atroci e senza tregua, in particolare stretto in una camicia di forza capace di sgretolare lentamente le ossa e creare tumefazioni mortali alla carne viva di chi ne era vittima..e della straordinaria forza immaginativa di questo povero cristo, che proprio nei momenti di maggior dolore “lasciava” il proprio corpo martoriato con la propria anima fantasiosa, immergendosi così in tempi, dimensioni ed avventure sempre diverse, sorprendenti, meravigliose…fino praticamente a desiderare d’esser costretto in quell’inumana e terribile tenaglia, proprio per fuggire da se stesso e da una realtà troppo aberrante, assurda, devastante per essere “vera” e per poter essere davvero vissuta..

Qualcosa di molto differente da una sciocca illusione o fantasticheria..qualcosa di molto simile alla bellissima storia raccontataci in un memorabile e più recente film, da quel grande autore, attore e regista che è Roberto Benigni…parlo ovviamente de “LA VITA E’ BELLA”, ma potrei tranquillamente affiancargli “LA TIGRE E LA NEVE”, altro capolavoro decisamente sottovalutato, forse perché ancora e giustamente la tragedia degli ebrei dell’ultima guerra mondiale tocca tutti di più che quella comunque e altrettanto terrificante che ancora si svolge in Iraq…

e pensare che qualcuno è riuscito addirittura a bestemmiare sulla poesia pura di quel padre che pur di tenere il proprio bambino al di fuori di un orrore tanto grande, immenso, inenarrabile, si inventa un gioco bizzarro al termine del quale il vincitore avrà in premio un fantasmagorico carro armato, accusando Benigni di faciloneria storica, di humor nero, macabro…e di spirito di parte…come se veramente ci fosse una parte dalla quale stare e non semmai “la parte”, sola ed unica, della compassione e dell’orrore per tanta malvagità allo stato brado…ci sono opere che sono fatte per essere criticate, soppesate, commentate…altre che sono piccoli e semplici miracoli davanti ai quali si può o si dovrebbe soltanto ringraziare chi quelle “magie” ha reso tangibili e reali.. quindi, per quel che posso e che conta…ieri, oggi, domani…grazie Jack, grazie Roberto…anche se non avessi vinto nemmeno un Oscar.

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