PITTURA: KOSTABI, SEI TELE IN PIAZZA SAN PIETRO PER CELEBRARE L’UMANITA’

“In Piazza San Pietro? Mi piacerebbe celebrare l’Umanità con l’esposizione fissa di sei grandi tele raffiguranti insegnanti e studenti di diverse etnie e culture. Un forte messaggio in favore del dialogo interraziale ma anche in netto contrasto al divario tra elite e gente normale.”

Così il pittore e scultore americano Mark Kostabi, uno degli esponenti più emblematici del movimento artistico dell’East Village di New York e considerato l’Andy Warhol moderno, immagina se stesso e la sua arte nella piazza più famosa del mondo. “Sono convinto che vivere fra culture diverse arricchisce la conoscenza. Perché è la conoscenza la vera ricchezza e salute della vita – aggiunge l’artista in occasione dell’anteprima nazionale a Roma del nuovo docu-film sulla sua vita, questa volta firmato dalla regista Sabrina Digregorio, già producer and director dell’Atena Films – D’altronde, il mio immaginario suggerisce sempre uno strappo alle convenzioni”.

Kostabi, 53 anni, geniale ‘piazzista’ di se stesso, famoso per i suoi dipinti caratterizzati da figure umane senza volto su sfondi surreali esposti nelle più blasonate Gallerie d’Arte del mondo, come il Guggenheim, il Metropolitan Museum of Art di New York, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma, ma anche abilmente venduti su E-Bay, centri commerciali e ristoranti e tv commerciali, saluta il lavoro della regista Digregorio ammettendo di aver “notato di recente che più successo ricevo, più timido e umile mi sento dentro. Sono abituato ad esternare estrema sicurezza in me stesso, ma interiormente mi sento piccolo e fragile . Forse questo mi condurrà in nuovi percorsi artistici.”. Una sua scultura, raffigurante Papa Giovanni II, è esposta a Velletri. E il suo rapporto con la Fede, non smentisce il personaggio: “Il mio Credo è nell’Arte e nella creatività. Ho fede in Caravaggio, Picasso, Andy Warhol, Stravinsky, Debussy, Ornette Coleman e Thelonious Monk – risponde l’artista – Ho anche fiducia nell’umanità in generale, anche se si sporca ogni tanto un po’.

I giovani? Nel suo immenso atelier/bottega di New York sono più di 150 a disegnare le sue tele che poi, in stile rinascimentale e whoroliano, lui firma con il suo nome. “Sono fantastici – dice Kostabi delle nuove generazioni – ma hanno sempre molta fretta, la loro attenzione per ogni cosa è sempre molto breve. La loro ‘velocità’ media è iper. Bisogna usare i loro mezzi per raggiungerli anche con un messaggio artistico, che sia musicale o altro. Oggi tanti nuovi professionisti della pop music, dal Reave in poi, usano i loro mezzi, you tube etc. Bisogna stare al passo dei tempi, anche essere un po’ Michelangelo utilizzando photoshop e facebook!”.

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