Politica italiana: è arrivato il tempo delle riforme?

Dopo l’ennesima tornata elettorale, ci si trova sempre nella situazione in cui ogni parte politica annuncia, promette, pretende le riforme.

E’ dai tempi in cui e’ caduto il vecchio Pentapartito, che il tema delle riforme domina il dibattito politico del nostro Paese, ma, ancora oggi non si e’ capito bene che forma concreta esse devono assumere, al punto che sono diventate uno slogan da offrire alle voglie di rinnovamento di un popolo, il quale e’ stanco di sentire parole vuote prive di alcun seguito concreto.

Sara’, la volta buona?

Mah! Certo e’ che chi ha una vasta maggioranza e si lamenta per il fatto che esse non siano state ancora realizzare e’, quantomeno, un incapace, poiche’ avrebbe i numeri necessari per la sua approvazione.

Un’altra riflessione da fare e’ che non si capisce ancora bene cosa si intenda riformare, per quale motivo e il contenuto concreto di queste nuove soluzioni. Si parla di presidenzialismo, federalismo, riforma della giustizia, del fisco, ma nei fatti esse rappresentano scatole vuote, concetti eterei privi di consistenza.

A mio parere, la prima riforma che andrebbe fatta, sarebbe l’aumento dell’eta’ pensionabile, per liberare le risorse economiche necessarie per la ripresa economica, ma e’ talmente impopolare per gli strati protetti della popolazione italiana, che e’ utopico sperare nella sua realizzazione. Successivamente metterei mano a tutto quello che impedisce una sana concorrenza tra gli attori economici, poiche’, attualmente, in tutti i settori non esiste concorrenza perfetta capace di abbassare i prezzi di beni e servizi, ma tanti piccoli oligopoli, in cui si tengono alti i prezzi a danno del povero consumatore.

Nel campo istituzionale sarebe logico attendersi un dialogo tra le varie forze politiche, tenendo fuori chi urla solamente, l’individuazione dei punti critici dell’attuale sistema, l’elaborazione delle soluzioni e l’impegno di una loro celere approvazione

Se arrivassimo al 2013 nella situazione attuale dovremmo ricordare prima di votare, chi oggi promette le riforme, poiche’nel caso in cui non le eralizzasse , non meriterebbe alcuna attenzione.

Per fare le rivoluzioni non sono necessarie le urla, le manifestazioni, o listerelle varie, ma solo ricordare, perche’ sono anni che qualcuno promette e non mantiene, sono anni che qualcuno agisce solo per soddisfare le proprie necessita’ contingenti.

Basta solo ricordarsene al momento del voto.

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