Primo maggio a Rosarno, servono ancora i sindacati?

L’Italia è un paese strano, che non capisco, lo confesso. Si preferisce fare manifestazioni coreografiche oppure dibattiti sterili e inutili piuttosto che lavorare per risolvere i problemi

Il primo maggio i sindacati CGIL-CISL-UIL hanno voluto localizzare a Rosarno il corteo e gli interrventi dei segretari generali delle organizzazioni.

Iniziativa di impatto simbolico formidabile, considerati gli avvenimenti della recente rivolta, ma….

Si c’è un ma. Prima di buttare queste parole sono andato, per curiosità, a vedere se questi sindacati hanno qualche sede in Calabria e nella piana di Gioia perché la situazione di sfruttamento inumano a Rosarno esisteva da anni, in tutta la Calabria sono tantissime le Rosarno in cui tanti poveracci si spaccano la schiena per un pugno di euro al giorno, ma, che io ricordi, non ho mai sentito nessuno dei sindacati intervenire, denunciare, informare.

Come dimostrano ogni primo maggio queste sono organizzazioni capaci di creare eventi, cortei o concerti che siano, ma questa capacità dovrebbe essere utilizzata per evitare che le situazioni del mondo del lavoro degenerino al punto da far scendere in piazza la gente disperata, extracomunitari o italiani che siano.

Altrimenti che utilità hanno i cortei, le marce, i concerti? Autopromuoversi? Perché se il sindacato non fa il suo lavoro ogni giorno, dove il lavoro è duro, dove ci sono condizioni inumane a telecamere spente, ma a stretto contatto con la gente non capico a cosa esso serva.

La cronaca ci offre innumerevoli esempi di lavoratori disperati, che arrivano a forme di protesta estrema per difendere il posto di lavoro, ma i sindacalisti si pongono il problema del fatto che la loro presenza non ha impedito la degenarazione delle condizioni di lavoro in tutto il territorio nazionale? E cosa hanno fatto, a parte cortei, manifestazioni o concerti? Io non ne ho idea.

Che un politico prenda in giro la gente promettendo e non mantenendo lo si può anche tollerara, ma un sindacalista no! Egli deve prodigarsi per dare voce ai disperati, deve porsi come mediatore nel loro interesse con i datori di lavoro utilizzando atteggiamenti pragmatici al mantenimento e , se possibile, sviluppo dei posti di lavoro sul territorio. Tutto il resto è fumo.Negli occhi della povera gente.

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