Privacy: condanna a Facebook

Come si suol dire “La storia si ripete”. Il 5 Novembre 1605 il cospiratore John Johnson conosciuto meglio come Guy Fawkes, membro di un gruppo di cospiratori cattolici inglesi tentarono di far esplodere il parlamento di Londra con al suo interno la famiglia reale, il re Giacomo 1 d’Inghilterra e tutti i membri del parlamento.

Quel giorno l’attentato è stato scongiurato da un soldato del re e tutti i cospiratori, così come Guy Fawkes furono processati e condannati.

Più di 400 anni dopo la storia si ripete, sull’onda del famoso film V per Vendetta, ma questa volta l’obiettivo non è il parlamento inglese ma un’istituzione multimediale delle più conosciute e famose del mondo: Facebook.

Il gruppo di attivisti haker di Anonymous ha dichiarato guerra al social network accusandolo di utilizzare i dati protetti da privacy per venderli alle agenzie governative.

“Tutto quello che fate è su Facebook e resta su Facebook e per questo merita di essere distrutto” afferma un portavoce del gruppo attraverso un video su youtube anonimo e in cui una volce alterata da un apparecchio elettronico spiega che in occasione dell’anniversario della congiura delle polveri inglese sarà lanciato un attacco alla piattaforma multimediale per distruggerla.

“Un giorno vi guarderete indietro e capirete che ciò che facciamo è giusto” conclude il portavoce. Il 5 Novembre ci sarà forse la conclusione di tutti quei dibattiti che, da quando il social network è nato, sono all’ordine del giorno. La questione della privacy è attualmente uno dei talloni di Achille di Facebook che troppo spesso viene accusato di non preservre i dati dei propri utenti.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *