“Processate Berlusconi”: il Gip da il via. Il 6 aprile prima udienza

Le accuse di concussione e prostituzione minorile portate dalla procura milanese saranno rimandate al Tribunale di Milano, l’ha deciso il giudice Cristina Di Censo: “Il premier ha abusato della sua qualità e non della funzione di Presidente del Consiglio” e soprattutto:  “Fatti a carico del premier dimostrati dalle cose”.

Addirittura da ben 15 pagine sarebbe composto il fascicolo contenente fonti e prove basate esclusivamente su episodi riguardanti il presendente del consiglio. Potrebbe bastare questo a diradare ogni dubbio, mentre il giudice nel rispetto dei ruoli rimanda ogni decisione di colpevolezza e quindi ogni possibilità di pronunciare sentenza all’organo giudiziario di Milano.

Proprio di poche ore fa è la decisione di mandare il Premier davanti al tribunale del capoluogo lombardo, scelta su cui si basava la difesa di Berlusconi. Essa mirava a far notare alla corte come solo il Tribunale dei Ministri potesse avere la competenza necessario al caso.

Il Gip Di Censo oltre ad aver confermato la capacità di giudizio territoriale del tribunale di milano per entrambi i reati contestati a Silvio Berlusconi, ha concordato il Rito immediato per la prostituzione minorile, perchè come cita la prassi del caso: ” il reato più grave attrae quello meno grave non comportando limitazioni dei diritti di difesa dell’imputato.”

Poco tempo rimane a Presidente del Consiglio per percorrere altre vie come possono essere riti alternativi concedenti uno sconto sulla pena in caso di condanna.

Non sembrerebbe il caso visto le risposte della difesa alle domande riguardo la sentenza: “Non ci aspettavamo nulla di diverso” e anzi ironizza: “Abbiamo già tre donne nel processo Mills. Benissimo, le signore sono sempre gradite, qualche volta gradevoli”, vista la presenza femminile data dai tre magistrati del collegio: Carmen D’elia, Orsola De Cristofaro e Giulia Turri.

Tutto questo senza dimenticarsi di Ruby, che sarà considerata ‘persona offesa’ nel processo per il reato di prostituzione minorile contestato al Presidente del Consiglio. Essa avrebbe compiuto atti sessuali sotto pagamento o donazione di altri beni di notevole valore, mentre ancora non aveva raggiunto l’età di 18 anni.

Grazie al “legittimo impedimento” il Premier è riuscito a cavarsela per ben 6 volte, tenendo aperti i processi dove lo si vede coinvolto sotto vari aspetti, dall’appropriazione indebita alla corruzione. Questa volta come andrà a finire?

One Response

  1. emiliano 16 febbraio 2011

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