Processo breve: importanti processi a rischio. Vergogna!

Hanno protestato con nove grandi foto di ragazzi e ragazze morti troppo presto, e in maniera ingiusta.

Sono le foto di due ragazzi morti sotto le macerie di carta della Casa dello Studente all’Aquila, di alcuni ragazzi morti nel disastro ferroviario di Viareggio, di giovani vite stroncate dai più negligenti pirati della strada, come quelle di Alessio Giuliani e Flaminia, travolti sulla Nomentana dal “pilota” Stefano Lucidi, e delle due ragazze irlandesi, Elisabeth Anne Gubbins e Mary Claire Collins, anche loro investite dalle lamiere mettalliche del bolide di FriedrichVernarelli.

C’era la foto di Stefano Cucchi, vittima di una violenza protetta come un bimbo in fasce dalle istituzioni. Tutti processi che rischiano di non vedere un colpevole.

Un provvedimentpo che rischia di mandare all’aria i sogni di giustizia anchedei piccoli azionisti di grandi imprese che hanno perso tutto, come la Parmalat o la Bnl, mentre finirà in un “Arrivederci e grazie” anche il processo di Calciopoli, e quello riguardante l’Antonveneta.

Un sit-in di protesta formato da genitori di quelle giovani vite che, come recita un cartello  sotto le foto dei giovani, dice  “E’ triste leggere negli occhi di mamma e papà la certezza che neanche stasera tornerò a casa”.

E i poliziotti, una decina di unità, visibilmente emozionati, fanno da guardiani alle transenne che dividono la sete di giustizia dal palazzo che una ne fa e due ne sbaglia.

Vengono scanditi i nomi e cognomi di tutte le vittime dai loro genitori, in un silenzio quasi assordante, e quando escono i deputati, preferiscono seguire la loro coscienza sporca ed uscire da vie secondarie: è troppa la vergogna per quel gesto, anche se la politica è più importante di tutto, anche delle vite umane.

Solo Umberto Bossi, classico cuore di pietra, non sembra aver paura del piccolo sit-in (normale, i suoi figli sono ancora vivi e vegeti), così come la Santanchè (tanto c’è Papi Berlusconi che la difende), i quali vengono accolti da insulti e critiche.

Verso le otto, viene commeso ancora una volta l’omicidio più grande: l’aula parlamentare approva il decreto, mentre la piazza espolde di rabbia. L’ennesima ingiustizia, l’ennesimo torto.

E mentre i politici escono nascosti dal loro cellulare sul viso, le povere anime in paradiso piangono perchè persone senza cuore riescono ancora a fargli del male.

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