Produzione di vino: il paradosso italiano!

L’Italia ha superato la Francia nella quantità di produzione di vino per la vendemmia 2011: 49,6 milioni di ettolitri contro i 46,2 milioni degli amici francesi. Ottimo!

Purtroppo quella che ad una prima analisi sembra rappresentare una notizia felice per l’agricoltura di casa nostra, e quindi anche per la nostra economia, racchiude in sé delle verità poco piacevoli e quindi poco note al grande pubblico.

Infatti, il mercato del vino sta attraversando una fase economica veramente assurda che sta minando seriamente la qualità media delle nostre produzioni.

A livello nazionale la produzione è aumentata ma persino i consumi di vino procapite non stanno sostanzialmente diminuendo rispetto agli scorsi anni, ma incredibilmente i produttori che vendono vino a grossisti del mercato nazionale ed internazionale vengono pagati sempre meno, con cali netti e pesanti da un anno all’altro.

Per intendersi un vino chianti DOC o DOCG viene pagato al contadino circa 60-70 euro ad ettolitro, cioè 0,60-0,70 euro al litro, meno di alcune acque minerali in bottiglia. Intendiamoci il vino che viene venduto ai grossisti è sostanzialmente un prodotto finito, non ha bisogno di particolari lavorazioni (come il grano o la farina) che potrebbero giustificare l’abbattimento del prezzo all’origine.

Inoltre, le piccole o medie aziende agricole vendono un prodotto spesso di qualità molto superiore ai vini “industriali” che vengono comunque venduti a circa 2,50 euro al litro! Difficile dire di chi è la colpa ma pare ovvio che qualche astuto speculatore stia cavalcando il “dragone della crisi” per giustificare prezzi così bassi.

Risultato le piccole aziende agricole falliscono, i prodotti si perdono e le antiche lavorazioni si dimenticano, beviamo prodotti di bassissima qualità e l’economia non riparte. Pensiamoci, la prossima volta che decidiamo di bere un bicchiere di buon vino!

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