Prosegue “l’esodo” dal Milan : addio Gattuso e Inzaghi

I “vecchietti” o, presunti tali, del Milan, ad uno ad uno, stanno facendo le valigie : dopo Alessandro Nesta, oggi è toccato a Gennaro Gattuso e a Pippo Inzaghi ufficializzare il loro addio dalla squadra rossonera.

 Fine di un ciclo? A conti fatti, si può dire di sì, visto che della squadra che vinse l’ultima Champions 5 anni fa ad Atene, sono rimasti solo Bonera, Seedorf e Ambrosini ; sicuramente, rappresenta perlomeno un bivio importante nella storia recente rossonera visto che i “zero tituli” di quest’anno stanno inducendo la dirigenza di Via Turati a scelte dolorose ma obbligate che non si fermeranno qui.

 Con “Ringhio” se ne va la parte più “tosta” del vecchio Milan, quello di Carletto Ancelotti, tanto per intenderci. Gattuso ha rappresentato la determinazione, l’aggressività, la voglia di non mollare mai, lui che da solo era in grado di coprire l’intero centrocampo, fermare l’avversario e poi ripartire.

 Solo i problemi fisici più recenti, quelli al nervo ottico, sono riusciti ad impedirgli di scendere in campo come avrebbe voluto ; lui che, agli inizi del 2009, aveva recuperato a tempo di record (poco più di 5 mesi !!), dopo aver subito la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro nella partita contro il Catania.

 Un uomo “bionico” in tutto e per tutto, un trascinatore che con la sua grinta ha fatto tremare le mura degli spogliatoi in quei pochi momenti che il suo Milan si trovava in difficoltà : lo ha fatto anche in quest’ultima stagione, ma dalla panchina è tutto più difficile anche se le sue urla si sono fatte sentire.

 “Ringhio” ha parlato di arrivederci, di una sua intenzione in futuro di provare con la carriera di allenatore : conoscendo il suo temperamento focoso da uomo tipicamente mediterraneo non vorremo essere nei panni dei giocatori che finiranno sotto le sue grinfie.

Per “SuperPippo” il discorso è completamente diverso : il suo destino sembra camminare parallelo a quello del suo vecchio compagno d’avventura alla Juventus, Alex Del Piero, il cui destino sembra riservare anche per lui un doloroso addio. Inzaghi approdò al Milan nel 2001 e con la squadra rossonera ha vinto due campionati, due Supercoppe italiane, 1 Coppa Italia, 2 Champions League, 2 Supercoppe Europee e 1 campionato del mondo per club.

Nonostante i quasi 39 anni, SuperPippo avrebbe voluto ancora dare molto alla causa rossonera, anche per il prossimo anno, ma la concorrenza in avanti con i vari Ibra, Robinho, Cassano, Pato ed El-Sharaawy lo avevano relegato ad un ruolo da comprimario che non aveva digerito facilmente.

 

La voglia di giocare e di correre dietro ad un pallone è rimasta quella dei tempi migliori e se il fisico lo potrà ancora assistere, siamo certi che Inzaghi scriverà ancora per qualche volta il suo nome nel tabellino dei marcatori, chissà se ancora in Serie A oppure altrove nel mondo.

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