Quando è consigliabile utilizzare un server dedicato?

L’utilizzo di un server dedicato mette di fronte una scelta di spendere, come minimo, almeno 500/600 euro in un anno, che solitamente possono essere suddivise in rate mensili di circa 40-50 euro: il vantaggio è quello di disporre interamente di una macchina per configurare ed installare un portale/servizio web che riceva molti accessi, tra cui ad esempio blog molto frequentati (anche multi-autore), siti di e-commerce di successo, server per la pubblicità online (ad server), forum ed altro ancora. La scelta ricade solitamente su questo genere di tecnologia per una serie di ragioni precise, tra cui:

  1. la necessità di utilizzare un hosting ad alte prestazioni in termini di banda (cioè traffico degli utenti, misurato in GB mensili) e spazio su disco (necessario per molti file del file oppure, in certi casi, per il database dello stesso);
  2. la necessità di installare moduli software che normalmente gli hosting condivisi non offrono, tra cui ad esempio quelli come FFmpeg per effettuare lo streaming audio/video e creare siti “alla Youtube”;
  3. la necessità di non avere le limitazioni che tipicamente gli hosting condivisi impongono (e che possiamo trovare anche nelle soluzioni di alto livello come ad esempio VPS e cloud hosting).

Una possibile configurazione che potrebbe fare al caso nostro, ad esempio se volessimo un sito per lo streaming video (in differita e, con qualche accorgimento, anche in diretta) potrebbe essere:

  1. processore ad esempio Intel Xeon 3450 (Quad Core) (denota a “grana grossa” il principale parametro che indica le prestazioni della macchina in termini di velocità e responsività delle pagine web)
  2. RAM di almeno 4 GB DDR3 (la RAM è la memoria volatile che anche una semplice installazione di WP tende ad occupare proporzionalmente al numero di utenti connessi al sito ed al numero/tipo di plugin che stiamo facendo girare su di esso)
  3. disco rigido 2 X 250 GB (quanto spazio è disponibile, ne servirà molto se dobbiamo memorizzare video in HD, ad esempio, e potrebbe non bastare)
  4. banda di almeno 10 TB (indica il traffico massimo, in termini di dati, che un sito può generare su base mensile: superato quel limite non sarà più possibile farlo funzionare fino a fine mese, oppure dovremo passare ad un piano di hosting superiore)
  5. almeno un IP dedicato (necessario in particolare per migliorare le prestazioni del sito ed abilitare servizi come i pagamenti online con protocollo sicuro SSL)
  6. almeno 100mb di uplink (nota: l’uplink indica la velocità di connessione tra il server ed il router dell’infrastruttura offerta dal provider)
  7. cPanel (il pannello di controllo per gestire tutte le operazioni necessarie al sito, tra cui creazione di database, gestione di file e database, sottodomini, email e via dicendo).

Vi interessa un servizio di questo tipo? Basterà cercare con Google e troverete una serie di offerte, molte delle quali in italiano: tra i servizi migliori segnaliamo il servizio offerto da SeFlow (attualmente parte da una base di 59€ / mese), i server dedicati di Keliweb (39 € al mese per l’offerta più economica) e quelli di Aruba. Bisognerà fare molta attenzione quando si analizzano le offerte di un server dedicato perchè, di fatto, stiamo noleggiando per almeno un anno una macchina server alloggiata presso il provider che potremo controllare liberamente da remoto. In certi casi, inoltre, sarà possibile disporre di un servizio managed, nel senso che avremo anche un sistemista che ci aiuterà a configurare adeguatamente la macchina, operazione certamente non banale per un principiante dell’informatica.

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