Recente analisi Istat. L’Italia sull’orlo del baratro?

La recente analisi Istat della povertà in Italia è stata criticata dal governo che cerca sempre di rincuorare i cittadini.

Ma la politica dello struzzo non è la migliore: per migliorare bisogna sapere da dove partiamo e le analisi dell’Istat sono basate su dati oggettivi e su metodi internazionalmente accettati.

Naturalmente in tempi di crisi la povertà balza ancor più alla ribalta e la prima cosa da fare è capire cosa si nasconda dietro i numeri di questo fenomeno.

L’analisi Istat è meno triste di quel che sembra; ci sono due concetti di povertà, quella relativa e quella assoluta. Quest’ultima viene calcolata guardando ad un paniere minimo di beni e servizi di cui una famiglia deve usufruire se vuole sopravvivere: questa spesa mensile ”minima’‘ per famiglia varia da 450 a 1800 euro a seconda del numero dei componenti della famiglia e la taglia dei comuni e delle regioni. Le famiglie al di sotto di questa soglia, che nel 2010 erano il 4,6% sono la povertà assoluta.

Per povertà relativa si guarda invece alla spesa media pro-capite in Italia (963 euro) e si considerano povere quelle famigle, composte da almeno due persone, che hanno una spesa mensile inferiore a quella soglia. Queste famiglie sono l’11% della popolazione italiana.

Ora la domanda che molti si pongono è: esiste un’altra dimensione della povertà, o per meglio dirla, una difficoltà delle famiglie ad arrivare a fine mese? Perchè rispetto a 30 anni fa lo stipendio non basta più?

La domanda è legittima, e la risposta sta in un fatto di sociologia e costume più che in un fatto economico. Il paniere che veniva definito ”normale” 30 anni fa è decisamente diverso da quello ”normale” di questo periodo storico.

Gli indici dei prezzi, quando ci sono dei cambiamenti di qualità cosi ampi (come con l’avvento della tv digitale, o di internet, dei centri commerciali) tengono conto solo imperfettamente di questi cambiamenti. Tutto questo vuol dire che le statistiche ci dicono che il valore reale dello stipendio è aumentato, ma è aumentato di più il costo del paniere ”normale” e quindi lo stipendio non basta più a contenerlo.

La qualità della vita è aumentata da allora ma non abbiamo l’impressione di star meglio perchè il confronto lo facciamo col presente e non col passato, senza contare che molti indicatori di benessere, dal traffico all’inquinamento, passando per la giustizia e la fiducia nella classe politica, sono molto peggiorati.

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