Restrinzioni ddl intercettazioni? Le polemiche raggiungono gli USA

Il nuovo ddl relativo alle intercettazioni non smette di far nascere polemiche. Si prevede l’applicazione di importanti restrinzioni alla legge attualmente in vigore che a quanto sostengono i magistrati, finirebbero con il rallentare le indagini rendendole meno efficienti.

Secondo il nuovo disegno di legge, le intercettazioni sarebbero consentite solo in presenza di gravi indizi, ammesso che il pm disponga di ulteriori elementi certificanti la responsabilità dell’indagato.

A ciò si aggiunge, che non basterebbe più il solo pronunciamento del gip, ma sarebbe necessario anche il parere di tre giudici riuniti.
Nel caso in cui le circostanze dovessero essere adeguate per dare il via alle intercettazioni, il tempo disponibile per metterle in atto si tradurrebbe in 75 giorni, dei quali 30 nella fase iniziale dell’indagine con tre proroghe di 15 giorni ciascuna.

Forti limitazioni sono previste anche per quanto riguarda le utenze dei parlamentari e dei sacerdoti. Non si potrebbe disporre delle intercettazioni dei politici, neppure se queste pervenissero dall’utenza di terzi, senza aver prima chiesto l’autorizzazione delle camere.

Gli uomini di chiesa, invece,vengono tutelati da uno dei più curiosi e discussi articoli (articolo 1, comma 24), secondo il quale se è un sacerdote ad essere intercettato il pm è tenuto ad avvertire tempestivamente il vaticano.

Oltre a quanto detto è deducibile che la nuova legge non lasci illesi neppure i media e l’informazione, prevede infatti il divieto di dare notizie sulle inchieste giudiziarie fino alla fine dell’udienza preliminare, con l’impossibilità di divulgare immagini contenenti le aule dei tribunali senza il consenso di tutte le parti.

Restando in tema di informazione, la norma “D’Addario” consente riprese e registrazioni esclusivamente previa autorizzazione dei soggetti interessati.

Fortunatamente un emendamento dell’opposizione interviene in tutela dei giornalisti, garantendo, secondo quanto è previsto dall’articolo 21 della costituzione, il diritto di informazione finalizzata alla cronaca.

Tale progetto di restrinzioni, profondamente limitante, non poteva lasciare indifferenti gli USA che fino ad ora hanno rappresentato per l’Italia un importante partner con il quale combattere l’estenuante lotta contro la criminalità organizzata.

Il sottosegretario del dipartimento penale USA, Lanny Breuer, recatosi in Italia per partecipare alla commemorazione dei magistrati uccisi dalla mafia, si è fatto portavoce delle preoccupazioni degli USA in merito al nuovo ddl intercettazioni.

Ha dichiarato ai giornalisti: “Dal punto della magistratura, noi siamo contrari a qualsiasi cosa possa impedire agli italiani il buon lavoro che hanno fatto in passato” precisando che gli USA non intendono entrare in merito alle decidioni interne dell’Italia.
Adesso non resta altro da fare che attendere risvolti.

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