Ripariamoci dalla tempesta con Tremonti e Draghi

Tremonti e Draghi …. rispettivamente Ministro delle Finanze il primo, Governatore della Banca d’Italia il secondo, sono oramai, a detta di tutti e dei fatti che lo dimostrano, le uniche persone responsabili che circolano tra i palazzi che contano.

Tremonti, in particolare,  titolare di palazzo via XX Settembre, è riuscito a tener fermo il profilo di rigore impartito “non per far diminuire il debito pubblico” ma per “non farlo esplodere irreversibilmente”.

Infatti, anche a costo di scontrarsi con gli altri ministri ed essere impopolare, ha saputo non cedere alle richieste dei vari dicasteri,  che rivendicavano maggiori finanziamenti statali per soddisfare le pretese clientelari di varie aziende private per avere più soldi.

Ed ancora, grazie alla manovra correttiva fortemente voluta dallo stesso Tremonti – il quale crede fermamente nell’equilibrio finanziario sostenibile – l’Italia non ha fatto la fine della Grecia sebbene il nostro Stato abbia un debito pubblico pari al doppio di quello consigliato dal Trattato di Maastricht e superiore a quello della Grecia (che come sappiamo ha dovuto licenziare dipendenti pubblici, vendere i suoi porti ai cinesi, mettere in vendita molte sue isole, ecc…).

Ciò perchè Tremonti in questi due anni è riuscito a mantenere stabile “il valore del Debito statale”, e questo agli occhi degli investitori internazionali e delle autorità di regolazione significa  trovarsi di fronte ad un paese  che sa tenere sotto controllo i propri conti pubblici. Ciò ha permesso agli investitori di acquistare ancora Titoli di Stato Italiani.

Quindi a chi chiede l’aumento della spesa pubblica per finanziare la ripresa gli viene risposto fermamente e  senza mezzi termini, che ciò significherebbe pura “demagogia”:

il rischio infatti che il Debito Pubblico esploda, e quindi anche gli oneri finanziari, metterebbero “sul lastrico il paese”, al pari della Grecia. Difatti con un prodotto interno lordo che cresce a lumaca non ci sarebbero le entrate fiscali necessarie per pagare più interessi a fronte di un  aumento dell’Indebitamento statale.

Si preferisce quindi ed a ragione la stasi economica e l’aumento irrisorio di un punto percentuale di PIL rispetto ad un  Default irreversibile.

Draghi, dal canto suo, Governatore della Banca d’Italia, anche se alcune volte litiga sui numeri con lo stesso Tremonti (circa il tasso di disoccupazione o della crescita economica effettiva), controlla costantemente, con responsabilità e competenza indiscussa, gli equilibri economico-finanziari ed occupazionali del Paese.

In Italia quindi dove tutto sembra fuori controllo, abbiamo una certezza: la stabilità dei conti pubblici sebbene in rosso.

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