Rissa alla Camera, questa è l’Italia

I deputati italiani non vogliono smettere di fare brutte figure con il popolo che rappresentano e con le altre nazioni. Visto che, da un po’ di tempo a questa parte, il Parlamento stava diventando troppo monotono, si è pensato bene si vivacizzarlo un po’ con un’allegra rissa.

Come mai? La rissa è arrivata dopo una lunga e pesante giornata di discussioni sul tema agro-alimentare. L’emendamento proposto dal Governo è stato votato contro per ben tre volte. Dopo la terza sconfitta del Governo, Evangelisti si è alzato in piedi invitando il Ministro Zaia a dare le dimissioni ed a “tornare in Veneto a fare l’agricoltore”.

La frase detta, certamente poco signorile, ha scatenato le ire dei leghisti che, in puro stile “Stadio Olimpico” hanno iniziato a gridare alla fazione opposta “scemi, scemi”. Dopo un “vivace” scambio di battute, i leghisti passano all’attacco dei Deputati dell’Italia dei Valori. A questo punto succede l’incredibile.

Ranieri ed Evangelista vengono alle mani ma, subito dopo, entrambi negano di aver sferrato alcun colpo e, anzi, sostengono di essere stati colpiti dall’altro. Tutto questo avanti alla Camera intera. Il presidente Lupi ha sospeso la seduta sperando che la cosa finisse li. E invece no.

La rissa è continuata all’esterno, in puro stile Western. Tanto che anche Pier Ferdinando Casini ha commentato con Zaia: “Un minimo di decenza; ho visto i leghisti venire giù come dei pazzi e mi è anche arrivato un regolamento in testa. Siamo allo squadrismo, non si può trasformare la Camera dei deputati nella Camera dei fasci”.

Il colmo dei colmi arriva quando, mentre Evangelisti parlava con i giornalisti ha urlato, indicando Brigandì che era di passaggio: “Ecco, Brigandì era uno di quelli che voleva menarmi…”. “Guarda che se vuoi posso farlo anche adesso”, replica. Poi cerca di avvicinarsi. Urla “Guarda che a me non me ne fotte un c…. Non farti vedere in giro, perché appena ti incontro e non c’è nessuno ti spacco la faccia.

Dì una parola e ti spacco il c…”. I commessi, ormai allertati, impediscono il contatto fisico. Ma Brigandì, insiste. Chiede aiuto ad altro leghisti. “Lo stronzo è lì, andiamolo a prendere”, incita. I colleghi, però, non lo seguono.

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