Roma: 3 reti dallo Shakhtar, addio Champions

E’ finita nel peggiore dei modi l’avventura della Roma in Champions League. La squadra agli ordini di Montella non è riuscita a compiere l’impresa contro lo Shakhtar e saluta l’Europa con un pesante 3-0 subito dagli ucraini.

Eppure la Roma era partita col piglio giusto e sin dalle prima battute ha iniziato ad attaccare la porta  ucraina, dando l’impressione di poter far male. Primo tempo giocato a viso aperto, ma nonostante la prova della Roma fosse sembrata abbastanza buona fino a quel momento, sono gli avversari a passare in vantaggio.

E’ Hubschman a segnare l’1-0 con un pregevole colpo di tacco al 18′ minuto. La Roma non si perde d’animo e inizia a spingere per il pareggio, che potrebbe arrivare poco dopo grazie ad un rigore. Rigore che però Borriello si fa parare, mettendo così una seria ipoteca sull’eliminazione.

La Roma si complica ulteriormente la vita con l’espulsione di Mexes che al 41′ prende il secondo giallo ed è costretto all’uscita anticipata.

Nel secondo tempo lo Shakhtar controlla agevolmente una Roma segnata profondamente da un primo tempo sfortunato nel suo insieme.  E cosi gli ucraini raddoppiano con Willian che di destro batte Doni. La squadra di Lucescu dimostra di essere un buon gruppo, di giocatori semisconosciuti ma che sanno trattare il pallone. Non di certo degli sprovveduti, come forse si pensava al momento dei sorteggi, quando tutti a Roma sembravano soddisfatti di aver pescato un avversario debole.

A completare la batosta una papera di Rosi che mette in condizione Eduardo di siglare il 3-0. Una batosta evitabile per una Roma che in valori assoluti sembra superiore allo Shakhtar, ma in questo momento i giallorossi sono la pallida copia di loro stessi. Un ottavo di finale che sebbene vedeva di fronte un buon avversario, poteva andare diversamente, una Roma più in forma avrebbe potuto far molto male agli ucraini.

Purtroppo la Roma sembra in fase calante cosi come sembrano anni luce lontani i tempi in cui più volte ha sfiorato lo scudetto.

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