Sara Scazzi: il padre teme il peggio sulla scomparsa

E’ ormai passata una settimana da quando, il 26 agosto scorso, Sara Scazzi è sparita nel nulla.

La piccola quindicenne di Avetrana, paesino in provincia di Taranto, si reca verso casa della cugina: insieme sarebbero dovute andare al mare. Il cellulare della cugina squilla una volta e lei, convinta che la giovane Sara sia arrivata, esce di casa. Ma in strada non c’è nessuno. Neanche la minima traccia della biondina dal viso angelico.

Una ragazzina senza segreti, dalla vita allegra e spensierata, con tanti amici: cose che tutti gli adolescenti meriterebbero.

Sara non ha un fidanzato e nessun pretendente alle calcagna. Nel suo diario tutto è limpido, puro, cristallino, come il sorriso e lo sguardo che appaiono nelle foto messe in circolazione dalla sua famiglia.

Una famiglia serena, da cui Sara mai sarebbe scappata via volontariamente.

Ed è per questo motivo che i genitori, ed in particolare il padre, Giacomo Scazzi, ormai temono il peggio. L’uomo, che ha 52 anni e fa il muratore, crede che sua figlia sia stata rapita da gente non di Avetrana:  “Più passano i giorni più cresce l’angoscia. Abbiamo troppa paura“, afferma tra le lacrime, mentre la madre, disperata, si rivolge alle telecamere dei telegiornali nazionali: “Riportatemi mia figlia! E’ una ragazza d’oro, non ha mai fatto del male a nessuno!“.

Sono momenti davvero insostenibili per la famiglia di Sara. Gli inquirenti stanno seguendo ogni possibile pista, interrogando ogni amico o semplice conoscente di Sara: si suppone, infatti, che Sara sia stata fatta salire a bordo di un’automobile da qualcuno che conosceva.

E’ stata invece scartata, sia dalle autorità che dai coniugi Scazzi, l’ipotesi secondo la quale, alla base di un eventuale rapimento, possa esserci una questione legata all’eredità di 100.000 euro che la madre aveva ricevuto qualche tempo fa dal padre.

Le speranze sono comunque ancora vive e tutti ci auguriamo che Sara torni presto a casa, sana e salva. E che la sua non sia stata altro che una semplice fuga adolescenziale.

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