Scacco matto alle associazioni ambientaliste

Tempi duri per le associazioni ambientaliste. Con un decreto legge specifico, attualmente in discussione alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, si profila una vera e propria rivoluzione per le cause intentate dai grandi gruppi in difesa dell’ambiente.

Infatti, secondo il Ddl. 2271 presentato dall’On. Michele Scandroglio in futuro sarà possibile chiedere un risarcimento danni nel caso in cui i ricorsi vengano respinti, mettendo in ginocchio a suon di euro le associazioni ambientaliste.

Praticamente questo decreto, definito anti nimby (ovvero, not in my back yard), va a modificare l’articolo 18 della legge 349/1986: con il comma 5-bis si prevede l’applicazione dell’articolo 96 del Codice di procedura civile che stabilisce il totale risarcimento del danno da parte di chi perde la causa per malafede o colpa grave. Invece, nel comma 5-ter il pagamento è previsto anche qualora il ricorso venga respinto perchè infondato.

Alla base del decreto c’è la polemica sull’operato di queste associazioni che con i loro ricorsi bloccano i cantieri per mesi o anni, con un conseguente danno economico alle imprese. D’altra parte il documento sfavorisce le associazioni ambientaliste che non potrebbero più ricorrere in appello per via del rischio di dover pagare una causa milionaria che non potrebbero permettersi.

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