Scandalo Marazzo: trans pagati con i soldi della Regione?

Assume contorni scottanti lo scandalo a base di trans, cocaina e video ricatti che ha investito in pieno l’ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo.

A finire nel mirino della procura questa volta sono i redditi di Marrazzo e soprattutto l’uso delle spese di rappresentanza cui aveva diritto in qualità di Presidente della Regione.

I dubbi maggiori emergono se si fanno ‘i conti in tasca’ a Piero Marrazzo. Il giornalista RAI, in qualità di Presidente della Regione Lazio, nonché di consigliere regionale, percepiva uno stipendio netto mensile di poco superiore ai 10.500 euro. Una cifra di tutto rispetto ma insufficiente a coprire le migliaia di euro che sarebbero stati spesi per comprare la compagnia dei trans o la cocaina. Troppi soldi, soprattutto se si pensa che l’ex governatore ha in piedi due mutui che comportano uscite quantificabili in circa 7000 euro al mese, cui si aggiungono ici, condominio e spese di famiglia.

Visto il margine esiguo tra entrate e uscite, quindi, è ragionevole chiedersi dove Marrazzo trovasse i soldi per le prestazioni di Natalie, o forse di altri viados. Un elemento che non deve essere sfuggito all’ex presidente, che nell’ultimo colloquio con i pm romani ha precisato che, in occasione dell’incontro fatale con Natalie dei primi di luglio, durante il quale avvenne l’irruzione dei carabinieri, aveva con sé tremila euro – non cinquemila come inizialmente dichiarato – di cui solo mille destinati a pagare la prestazione sessuale.

La procura al momento è impegnata a fare chiarezza, oltre che sul presunto ricatto ad opera dei quattro carabinieri arrestati – presunto, perché Marrazzo ha dichiarato di non essere mai stato ricattato – anche su eventuali abusi o usi illeciti dei fondi di rappresentanza. Ad oggi, l’indagine è senza ipotesi di reato e senza indagati, mentre la posizione di Marrazzo è ancora quella di parte lesa, vittima di una rapina e forse di un tentativo di ricatto.

Ma visto il susseguirsi continuo di dichiarazioni, smentite, e cambi di versioni, è facile pensare che la storia non finisca qui.

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