Scandalo Marrazzo: Berlusconi avvertì il governatore. “Hanno un video contro di te”

Emergono nuovi particolari sullo scandalo che ha portato all’autosospensione di Piero Marrazzo dalla carica di Presidente della Regione Lazio, una vicenda destinata ad avere pesanti strascichi politici ancora a lungo.

Secondo le le ultime ricostruzioni,  tre giorni prima dell’arresto dei carabinieri del­la Compagnia Trionfale, Silvio Berlusconi in persona avrebbe chiamato Marrazzo per avvertirlo che alla redazione del settimanale ‘Chi’, che fa capo al gruppo Mondadori, era stato offerto il video che lo ritraeva in atteggiamenti privati con un transessuale.

Tutto ha inizio la scorsa settimana, quando Carmen Masi, la titolare dell’agenzia Photo Masi, contatta la redazione di Chi, offrendo il video incriminato per una cifra di circa 200mila euro. A questo punto, il direttore del settimanale, Alfonso Signorini avverte la presidente del gruppo, Marina Berlusconi, con la quale concorda di rifiutare la proposta della Masi. Il premier Silvio Berlusconi, appresa la notizia, lunedì 19 ottobre telefona direttamente a Marrazzo – particolare confermato da ambienti vicini al capo del governo ed allo stesso Marrazzo – per assicurargli che la sua azienda non è interessata al materiale.

Gli fornisce inoltre i contatti  della Photo Masi, così da cercare direttamente un accordo. Il Governatore, forse convinto di poter trovare una scappatoia, telefona alla titolare e fissa un appuntamento per mercoledì 21 ottobre. Carmen Masi, a questo punto, incarica il fotografo Max Scarfone che aveva ricevuto il filmato dai quattro carabinieri, di recarsi all’incontro in questione, a Milano.

Martedì notte, poche ore prima della partenza, i militari del Ros bloccano e interrogano Scarfone, e il giorno dopo  perquisiscono la sede della Photo Masi e di ‘Chi’, dove trovano e sequestrano le copie del video. Giovedì 22, Marrazzo è convocato in procura, dove viene interrogato come parte lesa.

Durante l’interrogatorio il governatore racconta , del sui incontri coi transuessuali di via gradoli, dell’irruzione dei carabinieri, del video, degli assegni firmati per comprare il silenzio dei militari. Venerdì 23, come noto, esplode lo scandalo.

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  1. SERGIO 27 ottobre 2009

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