Schettino: non si trattò d’inchino

A distanza di 6 mesi dal disastro della Costa Concordia sulle coste dell’isola del Giglio, si torna a parlare del naufragio. Questo grazie all’ intervista esclusiva al Comandante Schettino, trasmessa dal programma Mediaset ” Quinta Colonna”, condotto da Salvo Sottile.

Schettino inizia l’intervista manifestando il dolore per quello che è accaduto e chiedendo scusa a nome suo, ma anche a nome di quello che lui chiama sistema. Con sistema intende riferirsi non solo alla sua figura di Comandante della nave, ma anche alla compagnia armatrice e a tutti gli addetti ai lavori.

 

Schettino prosegue spiegando che se da un lato non può sottrarsi alle sue responsabilità in quanto Comandante della nave, dall’altro si sente vittima di una serie di circostanze e di errori non necessariamente suoi.

 

Parla di un momentaneo “black out” degli strumenti ma soprattutto di teste, già, proprio di teste, perchè, prosegue Schettino, se il radar segnala la nave così vicino alla costa, di routine viene segnalato.

 

Gli viene chiesto anche della moldava Domnica, lui sostiene che si tratta solo di un’amica con la quale ha cenato, ma che in nessun modo ha avuto a che fare con il naufragio. Quando gli viene chiesto della piccola Daiana Arlotti, Schettino, visibilmente commosso, risponde che è una domanda che lo distrugge.

 

Conclude l’intervista sostenendo che quella notte non si trattò di un inchino, ma solo di un passaggio ravvicinato, perchè se di inchino si fosse trattato, gli accorgimenti sarebbero stati diversi e, probabilmente, non ci sarebbe stato alcuno schianto.

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