Scoperta Ötzi, la mummia con il “mal di cuore”

Sono trascorsi ventuno anni dal ritrovamento della mummia famosa con il nome di “mummia di Similaun”, soprannominata Ötzi. In tutti questi anni gli scienziati hanno fatto dei passi da gigante nelle analisi sui resti e sono anche riusciti a completare la sequenza del DNA con non poche sorprese.

Intanto sappiamo che quell’ominide aveva occhi e capelli di color castano e che come lui probabilmente tutti gli ominidi di quel tempo venivano parassitati dalle zecche, ma oltre queste che possono essere notizie che non fanno tanto scalpore in ambiente scientifico, sono emersi dei dati che anno lasciato di stucco i ricercatori.

Ma andiamo per gradi, intanto dalla sequenza del DNA e dalle ulteriori analisi, hanno scoperto che avevano per le mani il primo caso riscontrato di borelliosi (o malattia di Lyme) causata probabilmente dalla puntura delle zecche; la cosa più intrigante invece è che il povero ominide aveva un’alta predisposizione a sviluppare malattie cardiovascolari tipiche dell’uomo moderno e dovute alla vita frenetica, poco movimento fisico, cibi poco sani, vizi di varia natura come alcol e sigarette; non è certo il quadro di una creatura che deve lottare ogni giorno per sopravvivere e procurarsi il cibo, sembra più il riflesso di una società dedita all’ozio con cibo sempre a disposizione!

Una scoperta significativa, che va ad accompagnare un dettaglio già emerso in passato: la mummia presenta infatti segni evidenti di aterosclerosi e calcificazioni vascolari. I risultati di questa ricerca, che ha visto impegnati scienziati da ogni parte del mondo, è stata pubblicata su Nature Communications.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *